America Latina – Lo sfruttamento minerario illegale avanza nelle terre indigene
Il rapporto dell'Alianza Consejo Político en Defensa de los Territorios dice che l'estrazione mineraria illegale è aumentata di oltre otto volte in Amazzonia tra il 2016 e il 2022.
Un nuovo rapporto dell'Alianza Consejo Político en Defensa de los Territorios (Consiglio Politico dell'Alleanza in Difesa dei Territori) sostiene che lo sfruttamento minerario illegale aumenterà di oltre otto volte in Amazzonia tra il 2016 e il 2022. La proiezione si basa sui dati diffusi dall'Istituto nazionale per la ricerca territoriale (INPE).
I dati dell'INPE indicano che la tolleranza di questo tipo di attività e lo smantellamento delle strutture di controllo hanno portato a successivi e significativi aumenti delle attività minerarie. Nel 2016, ad esempio, si è registrato un avanzamento dell'attività estrattiva sulle aree indigene pari a 12,87 km², un numero che ha continuato ad aumentare e che è cresciuto significativamente nel 2019, raggiungendo i 97,24 km². Un nuovo balzo si è verificato nel 2021, quando si sono raggiunti i 114,26 km². Nel 2022 si è potuto registrare un calo dell'attività, con 62,1 km², comunque ancora molto più alta di quella registrata sei anni prima.
Secondo la relazione del Consiglio politico, intitolata "Terra Rasgada: come avanza l'attività mineraria nell'Amazzonia brasiliana", tra il 2010 e il 2020, l'attività mineraria illegale nelle terre indigene è aumentata del 495%, con i territori Kayapó (PA), Mundurukú (PA) e Yanomami (RR) maggiormente colpiti dall'attività.
Il Consiglio Missionario Indigeno - CIMI afferma che la crescita dell'attività mineraria illegale in Amazzonia è diventata un fenomeno più evidente a gennaio di quest'anno, con la crisi umanitaria degli Yanomami. Il Ministero della Giustizia ha stimato che solo a gennaio 20.000 minatori si trovavano all'interno del resguardo indigeno, con una media di 30.000 indigeni nella regione.
Nella relazione si evidenziano anche le conseguenze sull'ambiente dell'attività illegale, che oltre a essere responsabile della contaminazione dei fiumi da parte del mercurio, rilasciato dall'estrazione dell'oro nei pressi dei villaggi, genera la perdita di biodiversità terrestre e fluviale, causando l'insabbiamento dei fiumi. In base ai dati del Ministero della Salute, nel 2023 circa 50 indiani Yanomami sono morti per malattie o malnutrizione.
Informazioni tratte da https://paamsj.org.br/
Fonte : jesuitas.lat





