Nel mondo – Il Segretariato pubblica Promotio Iustitiae – 135
Il Segretariato ha pubblicato il 135 numero di Promotio Iustitiae sul tema: L’attività mineraria: una fortuna o una rovina? La pubblicazione di questo primo numero dell'anno solare 2023 dedicato alle attività minerarie segue i tre numeri precedenti dedicati al grido dell'ambiente e al grido dei poveri. Il numero 132 era dedicato all'acqua e ai poveri; il numero 133 alla terra e ai poveri; il numero 134 alle foreste, all'aria e ai poveri.
Questo numero contiene 12 casi di studio per riflettere su ciò che sta accadendo alle comunità più vulnerabili in tutto il mondo. Una continuazione e un aggiornamento del numero di Promotio Iustitiae 118 del 2015, dedicato alla ""Governance of mineral resources: challenges and responses"", incentrato maggiornamente sul lavoro svolto da individui, organizzazioni e comunità che collaborano con il network Justice in Mining. La documentazione mostra una lunga tradizione di assistenza alle comunità, in particolare ai gruppi indigeni, colpiti dai conflitti minerari nel Sud del mondo.
Come complemento del loro lavoro, le organizzazioni dei Paesi del Nord del mondo, prendendo sul serio l'invito a "costruire ponti tra ricchi e poveri, stabilendo legami di sostegno reciproco" (CG35, D3, n. 28), stanno conducendo campagne di sensibilizzazione e di difesa dei diritti delle comunità con cui i centri sociali e le organizzazioni dei gesuiti lavorano direttamente. Grazie a Dio, alcune università hanno associato le loro ricerche sulle realtà colpite dalle attività minerarie all'attività di advocacy pubblica. Si tratta di una splendida espressione di collaborazione e di impegno comune.
Il network Justice in Mining, una delle quattro reti Global Ignatian Advocacy Network (GIAN), che riunisce centri sociali gesuiti, ONG e università che promuovono l'ecologia integrale e la giustizia socio-ambientale in contesti legati alle miniere, ha contribuito a questa edizione. In ogni articolo vengono presentati il contesto, le realtà dell'attività dell'industria estrattiva, il loro rapporto con le popolazioni locali, le azioni delle autorità pubbliche e le esperienze personali e comuni.
Tutti questi casi, provenienti dall'Africa, dalle Americhe, dall'Asia e dall'Europa, pongono seri interrogativi sul fatto che l'attività estrattiva rappresenti una fortuna o una rovina per le popolazioni coinvolte e per l'ambiente. Quali sono i costi ambientali e umani, e lo sviluppo è a carico di chi? Chi ci guadagna e chi ci perde? Esiste un "limite etico alla crescita"?
Vi auguriamo una buona
lettura! Il numero è disponibile in versione pdf, Epub e Mobi e può essere
scaricato e distribuito gratuitamente.





