Da Dalit senza casa al villaggio di ‘Agnipuri
Questa è la storia del
villaggio di Agnipur (Villaggio di fuoco). Nominato parroco a Darsi, nello
stato dell’Andhra Pradesh, ho sentito ben presto parlare del vicino villaggio
di Erraobanapalli, che vantava oltre cent’anni di età. In questo villaggio
c’era un gruppo di 65 agricoltori di casta elevata, diviso in due fazioni
politiche che si alternavano al governo locale (Panchayat), in quanto le varie
consultazioni elettorali le vedevano sempre vincenti. Dalla parte opposta del
villaggio vivevano 250 famiglie dalit loro asservite, anche queste divise in
due gruppi, con cui però era vietato avere rapporti di reciprocità.
Gran parte dei Dalit erano cattolici o evangelici, e a loro nel tempo si erano unite alcune famiglie dalit musulmane e indù. Erano tutti braccianti senza terra. La scuola primaria statale si trovava nella parte del villaggio abitata dalla casta elevata, per cui i bambini dalit non avevano accesso all’educazione. Di conseguenza i Dalit del villaggio erano al 100 percento analfabeti.
Iniziato a fare visita al villaggio e scoperto quale fosse la situazione, ho organizzato degli incontri con i Dalit: dapprima con i due gruppi separatamente, poi al momento opportuno con tutti gli abitanti insieme. Ci sono voluti quattro anni, però quando sono state indette le elezioni per il governo locale i Dalit erano pronti a votare per la propria “indipendenza”. Si è scelto un unico candidato e, a dispetto della paura per aver preso posizione contro gli agricoltori di casta superiore, si sono vinte le elezioni. Questi ultimi, appreso l’esito della consultazione, hanno dato alle fiamme le case dei Dalit.
I senza tetto – uomini, donne e bambini – sono fuggiti nella foresta con nient’altro che gli indumenti che indossavano. Informato di questo, ho prontamente organizzato la distribuzione di aiuti alimentari. Il mattino successivo ci siamo mossi in corteo alla volta di Darsi, diretti all’ufficio del governatore della contea. Per sette giorni siamo rimasti seduti lì dimostrativamente, finché non siamo stati avvicinati dal vice-esattore che ha convenuto di costruire un nuovo villaggio, di cui il governo avrebbe realizzato la viabilità, un impianto di distribuzione di acqua potabile, una rete di distribuzione elettrica, e una nuova scuola. Intendendo il governo costruire soltanto un numero di abitazioni pari a quelle distrutte dall’incendio, che ospitavano ciascuna tre nuclei familiari, ho trovato in Austria uno sponsor privato disposto a finanziare un numero di abitazioni tale da consentire a ciascuna famiglia di avere il proprio spazio. Con l’aiuto della Provincia gesuita, la comunità ha eretto provvisoriamente delle capanne sull’area prevista per i lavori di urbanizzazione, a cinque chilometri dal villaggio originario. In seguito, tutti insieme abbiamo costruito 250 abitazioni.
Abbiamo chiamato il nuovo villaggio Agnipur (Villaggio di fuoco) e benedetto il nuovo insediamento nel luglio 1996, data coincidente con la giornata della riconciliazione con gli agricoltori di casta elevata, che sono venuti all’inaugurazione e hanno fatto pace con i Dalit. Questa esperienza mi ha fatto sentire come Mosè alla guida del popolo di Israele nella fuga dall’Egitto verso la Terra Promessa. Ciascuno di noi ha avuto un ruolo in questo esodo dei nostri giorni, e tutti abbiamo percepito la presenza di Dio in cammino con noi.
Peter Daniel SJ
Direttore di Provincia del settore Sviluppo
Provinca gesuita di Andhra, India