Pasqua nel braccio della morte
Il carcere di San Quintino può dirsi un’icona del sistema carcerario americano. Vecchiodi oltre150 anni, havisto migliaiadi detenuti varcarei suoi robusti cancelli. Comeinogni altro carcere, tralesue murasi èandato creando un climadi oppressione e crudeltà.Negli ultimi decenni è stato teatro di un crescendo di carcerazioni chenonha precedentinella storia degli Stati Uniti. A partire dalla finedegli anni ‘70, negli USAla scienza penitenziariaèandata viavia abbandonando l’ideachesi potesse sperarenellariabilitazione dei detenuti, equindi in una seriediconseguenti riforme, propendendoinvece semprepiù versoun’ideologiachenegaloro questa capacitàeinduceun climadivendicatività. Di fronteaun tale cinismo enoncuranza peril destino sia deidetenuti chedei loro familiari, il ministero carcerario cattolico invocapiù che mai l’intervento attivodei gesuiti americani inciò chedaalcuni viene definito il “complesso carcerario-industriale”.
È proprio in questacuparealtà che vedofarsi spazio giorno dopogiorno laluce di Dio.Fin dallemie primeesperienze nel ministero carcerario, quando’eroancoranovizio, hoimparato a riconosceresempredi nuovo il volto diCristo nelle fattezze dei detenuti,come purein quelledei loro custodi. Neho avutouna chiara manifestazionela scorsa Pasqua. Stavo svolgendoil mio ministero nel braccio della mortepresso un condannato(venesono al momentooltre750 in quello di San Quintino) che nellasuacella stavaapprofondendo la religione cattolicaeavevaespresso il desiderio di esserebattezzato.Ilcapoguardiano mi avevaconcesso di impartirgli il sacramento il lunedì di Pasqua.
Il braccio della mortediSan Quintino è un’areadi massima sicurezza: per accedervi eincontrareun detenuto –che comunqueè tenuto in una cella, separato dalpersonalediguardia– bisognaindossareungiubbotto anticoltello. Non esiste contattoumano inquesto luogo. Quando il detenuto viene fatto uscire dallasua cella, vieneammanettato egli vengono messi i ceppialle caviglie.
Per poter battezzareBobby, bisognava sottostareatutta una seriedi misure di sicurezza.Lemanette chegli bloccavano i polsi dietro laschiena erano fissateaunacatenacheglicingeva la vita: ecosì èstato scortato, lungo il corridoio su cui si affacciano le celle deglialtri condannati, fino al settorein cui erano alloggiati quelli in attesa dell’esecuzione. Suspecificarichiesta diBobby, allacerimonia eranopresenti sei tra sanitari edirigenti delcarcere. Nell’atrio, di norma rumoroso, si è fatto improvvisamente ungransilenzio, èscesa un’insolita pace.Bobbyhaletto un passo dal sesto capitolo dell’epistola ai Romani:“Onon sapetechequanti siamo stati battezzatiinCristo Gesù, siamo stati battezzati nella suamorte?” Avendo le mani ammanettate dietro laschiena, dovevoreggergli io il libro. Leparoledel rito erano fortemente evocative, lì con alle spalle quellaparete nerachenascondevaalla nostravistala vecchia cameraagas. “Se infatti siamo staticompletamente uniti a lui con una mortesimile alla sua, lo saremoanchecon lasuarisurrezione”.Lapromessa di san Paolo metteva in discussione l’intero apparato di morteche ci circondava.
Ancheleparoledi benedizione dell’acqua battesimale respingevano il poteredi morte,violenza e vendetta: luce,speranza, guarigione,rinascita,gioia, pace, amore– ciascuna parola, ciascun simbolo colpiva con una forza inesorabile l’annuncio di disperazione, dimorte. Enoi, raccolti in quel buio angolo di un cupo carcere abbiamo visto quel mattino,nel battesimo, un chiarosegno dellagrazia divina,una luceche fugavaogni ombra.“Rinunci aSatana?” “Rinuncio.” “Eatutte lesueopere?” “Rinuncio.” “Eatuttelesueseduzioni?” “Rinuncio.”
Ecco perchéamo profondamente essereun sacerdote.
In un ultimo momento di estrema intensità, mentremi accingevoa farel’unzione con il sacro crisma, Bobbymiha chiesto di estenderel’unzione anche allesuemani. E,girandosi di schiena, meleha porte, ammanettate:quelle mani che avevanotolto la vitaad altri ricevevano oral’unzione con il crisma della salvezza.Lapromessa di liberazioneda quei ceppi mi hainumidito gli occhi con lagrime di commozione.
GeorgeWilliams SJ
Cappellano cattolico presso il carceredi San QuintinoBerkeley, California
-------------------------------------------------------
Direttore: Patxi ÁlvarezSJRedattore: Uta Sievers Segretariato perlaGiustizia Socialee l’Ecologia,Borgo S. Spirito 4, 00193 Roma,Italia
+39 06689 77380 (fax)