Bilancio della COP27

la Conferenza COP27 ha compiuto passi notevoli per aiutare i Paesi che attualmente lottano contro gli effetti dei cambiamenti climatici. Il risultato più importante della COP27 è stato il fondo per le perdite e i danni approvato dai Paesi. Senza entrare in tutti i particolari tecnici, questo fondo è destinato alla prevenzione dei disastri climatici e al sostegno dei Paesi colpiti dai danni causati da tali disastri. Alcune misure preventive includono la fornitura ai Paesi di sistemi di allerta preventiva e di kit di preparazione alle emergenze. La COP 27 si è incentrata inoltre su due temi principali: il momento di agire è adesso e i maggiori inquinatori devono pagare per le loro emissioni.

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Lottando per costruire una governance globale attraverso il documento della COP, Per un’ equità che mira alla perdita e al danno

Il 20 novembre, l'ultimo giorno della COP27, i delegati si sono riuniti per definire la conclusione della COP27, che si è ufficialmente chiusa dopo due settimane di negoziati con l'adozione del Piano di attuazione di Sharm el-Sheikh, che prevede un sistema di finanziamento per i Paesi vulnerabili per le perdite e i danni. Si è trattato di un processo guidato dalla dedizione e dall'integrità del Presidente della COP27, Sameh Shoukry, nel quale le testimonianze conclusive dei Paesi e delle organizzazioni non governative hanno trovato spazio, soprattutto per quanto riguarda i diritti umani.

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Asia-Pacifico – Il cammino della conversione ecologica

Nelle ultime settimane, la necessità di un'azione urgente per rispondere alla crisi climatica è diventata ancora più impellente. Due settimane fa, il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente ha pubblicato il rapporto sul divario di emissioni per il 2022, in cui una delle conclusioni affermava: "Senza ulteriori azioni, le politiche attuali portano a un riscaldamento globale di 2,8°C nel corso di questo secolo".

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Messa in atto della COP 27

Il tema della COP 27, l'ultima conferenza delle Nazioni Unite sul clima che si sta svolgendo a Sharm El Sheikh in Egitto, è stato definito "messa in atto". A giudicare dai numerosi discorsi dei capi di Stato, dei principali attivisti per il clima, delle azioni. pubbliche e dei negoziati che si svolgono dietro le quinte, è chiaro a tutti che è necessaria un'azione urgente oggi per evitare una vera e propria catastrofe climatica in un futuro non troppo lontano.

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I gesuiti promuovono la giustizia e la riconciliazione con il creato

La sensazione generale era che l'opzione per i poveri e l'opzione per la terra fossero inseparabili, poiché il degrado ambientale colpiva in particolare i più poveri più di altri.

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