Servire le persone con l’AIDS
A metà maggio, p. Pablo e io siamo partiti per un viaggio di quattro settimane in Cina. Per più di un anno avevamo cercato l’opportunità di offrire i nostri servizi a persone affette da AIDS; avevamo respinto una precedente proposta da parte di un funzionario locale di prestare assistenza nel contesto di un progetto, una volta scoperto che costui era interessato solo all’aspetto finanziario della cosa e non veramente a servire le persone.
Alla terza tappa, abbiamo visitato
un’organizzazione gestita da un certo Edward. Quello che abbiamo trovato era al
di là delle nostre aspettative. Edward ci ha illustrato il lavoro della sua
organizzazione che si occupa di fornire ricovero ai malati di AIDS e dare
consiglio alle loro famiglie.
Una delle sue best practice è quella di assumere persone contagiate dall’HIV perché lavorino per lui e forniscano servizi di counselling all’interno dell’ospedale. Con Edward abbiamo condiviso le nostre esperienze, mettendolo a parte dei nostri progetti riguardanti la lebbra, dei programmi di copertura del territorio e per le borse di studio, oltre al lavoro con l’AIDS. Edward si è detto dolente che la sua organizzazione avesse tante necessità. Dopo aver discusso un po’, abbiamo cominciato a pensare alla possibilità di una collaborazione.
Nel pomeriggio abbiamo visitato una delle sue strutture per malati di AIDS. Edward ci ha raccontato come una volta un ospedale aveva portato lì un orfano perché nessuno voleva adottarlo, neppure i suoi nonni. Il suo centro offre servizi solo agli adulti e non è organizzato per prendersi cura di bambini. Edward, però, non aveva avuto cuore di mandarlo via, perché non aveva dove andare. Il piccolo è rimasto lì, e in capo a soli due mesi i bambini contagiati dall’HIV erano già cinque La cosa però aveva comportato un peggioramento delle condizioni abitative e un maggiore sovraffollamento. Edward ha disperatamente bisogno di fondi, poiché non ha il denaro necessario per trasferire i bambini in altra struttura.
È stato così che gli abbiamo parlato del nostro progetto di un orfanotrofio per bambini affetti da HIV. Dopo averci ascoltato, Edward ci ha chiesto: “Pensate di poterci dare una suora che si prenda cura dei bambini?”. In quel momento, il mio cuore ha cominciato a cantare, anche se le mie orecchie facevano fatica a credere a quello che stavo ascoltando. “Cosa?!”, gli ho detto. Mi ha ripetuto che avevano bisogno di qualcuno che fosse in grado di prendersi cura dei bambini, e io gli ho risposto con gioia che saremmo stati felici di mandargli non una suora, ma due! Quando meno ce lo aspettiamo, il Signore ci apre la via!
Un mese dopo, avevo individuato cinque congregazioni e parlato con ognuna delle superiore locali per metterle al corrente del progetto in favore degli orfani affetti da HIV e della necessità che avevamo di trovare delle suore che se ne occupassero. Sorprendentemente, tutte hanno espresso il desiderio di lavorare con noi, e ci hanno chiesto quali qualifiche dovessero avere le suore. Dopodiché, ho buttato giù questa risposta e gliel’ho inviata:
Non chiediamo alla suora di avere conoscenze in materia di cure mediche per l’AIDS,
ma vorremmo avesse pazienza e compassione.
Non le chiediamo di avere competenze mediche,
ma vorremmo fosse responsabile.
Non chiediamo neppure competenze amministrative,
ma vorremmo fosse capace di vivere la sua fede con gioia.
Durante il periodo di servizio, le suore impareranno dai bambini e noi daremo loro opportunità di formazione. Crediamo che le competenze tecniche possano essere apprese, ma che la motivazione a servire debba essere lì fin dall’inizio. Se Lui può piantare un seme da curare, questo crescerà e fiorirà. Crediamo di poter dare ai bambini l’amore di una famiglia e di poterli aiutare a recuperare l’affetto perduto, a riconquistare fiducia in sé, il senso della virtù e il desiderio di studiare. Con l’augurio di avere l’onore di lavorare con voi! AMDG Il vostro servo,
Imp Da allora la musica non si è mai spenta, e non riesco a smettere di cantare! Al momento, stiamo allestendo il quarto orfanotrofio per bambini contagiati dall’HIV.