Il mio impegno nell’apostolato sociale
"C'è qualcuno che si proporrebbe come volontario per andare a Bombay a collaborare nello svolgimento di uno studio sul campo sull'allontanamento coatto degli abitanti dei quartieri degradati o dei senzatetto, condotto da un college di sociologia applicata?" aveva chiesto il Rettore durante il mio primo anno di Filosofia a Pune, nel 1985. Da giovane scolastico, non tanto interessato durante la mia vacanza a Puja a qualsiasi forma di lavoro pratico sul tema dell'allontanamento coatto, quanto semmai desideroso di vedere la città di Bombay nel suo aspetto dei giorni di festa, avevo scelto di trascorrere il mio tempo con alcuni amici. Ma le vie del Signore sono imperscrutabili. Egli interviene sui nostri desideri umani e opera attraverso di essi.
Nel corso della mia visita alla città non mi aspettavo certo di subire lo choc che avrebbe cambiato la mia vita, vale a dire la vista delle miserande abitazioni abbattute dai bulldozer, oggetti e indumenti sparsi sul terreno, bambini in lacrime che cercavano di raccogliere e salvare il salvabile dal mucchio di macerie. Nell'apprendere che le squadre di demolitori arrivavano in piena notte e non durante il giorno, alcuni di noi avevano deciso di passare la notte sui marciapiedi di Bombay. Non riuscivo a credere che tutto ciò potesse realmente accadere, e mi sorsero mille interrogativi cui non trovavo risposta.
È stato allora che è cominciata la mia ricerca interiore ed è iniziato il mio appassionato lavoro perché fosse data giustizia agli emarginati, alle vittime di soprusi. La passione che ho provato quel giorno non è mai scemata, mai venuta meno. A tutt'oggi l'esperienza di quello "sfratto", a Bombay, è alla base della mia inserzione nell'opera di apostolato sociale che mi ha fatto assistere alle peggiori violazioni dei diritti umani, a tutta una serie di calamità provocate dall'uomo e alla conseguente distruzione di vite umane.
Conclusi i miei studi di filosofia, sono ritornato a quello stesso College per conseguire dei master in Sociologia applicata (MSW) e acquisire le competenze necessarie per lavorare con i poveri. Nel corso degli studi ho avuto la fortuna – o piuttosto ho chiesto – di lavorare nella valle di Narmada con Medha Patkar, nota attivista in campo sociale operante in India, che si batteva contro la costruzione dell’omonima diga. Ho sempre vivo il ricordo del suo stile di vita semplice, del suo impegno per la causa delle popolazioni tribali di quella valle. Ricordo che ancora oggi costituisce una sfida alla mia vita e al mio impegno di religioso.
In seguito alla mia ordinazione nel novembre 1993, mi è stato affidato l'incarico di insegnare Sociologia al St. Xavier's College di Calcutta. Durante la mia attività di insegnante ho continuato con passione a lavorare tra i diseredati, in particolare nei quartieri degradati e tra i senzatetto. Perché i loro figli ricevessero un'educazione, tramite il dipartimento del College che si occupava di servizio sociale ho indotto alcuni studenti a radunare questi bambini in una delle aule e svolgervi le lezioni. In seguito, l'iniziativa è stata denominata "TITLI" (farfalle), ed è stata incorporata come insegnamento parallelo nella St.Xavier's Collegiate School. Nel corso di questi anni di insegnamento, nel 1998 ho compiuto i miei studi di giurisprudenza, intesi come ulteriore strumento per poter svolgere opera di advocacy in favore dei poveri.
Sempre nel 1998, ho chiesto al mio Provinciale di sollevarmi dall'incarico presso il College perché potessi dedicarmi a tempo pieno all'azione sociale. Con il sostegno e l'incoraggiamento del Provinciale ho avviato il Centro di azione sociale della Provincia, denominato Udayani Social Action Forum, di cui sono stato responsabile fino a che, nel 2007, sono stato nominato Segretario dell'Apostolato Sociale dell'Asia Meridionale. Tramite il Centro Udayani ho lavorato tra i più indigenti tribali Santal e tra gli emarginati Dalit, oltre che nei quartieri degradati e tra i senzatetto di Kolkata. Abbiamo avviato corsi con diploma finale e apprendistati per accrescere il numero di operatori sociali di base. Intraprendere questa nuova iniziativa è stata un'impresa ardua e una sfida non indifferente, ma al contempo si è dimostrata un'esperienza di enorme arricchimento ed estremamente appagante sia sul piano spirituale che su quello della chiamata a una fede che fa giustizia. La mia fede ne è risultata arricchita e rafforzata in modo del tutto particolare.
In questi ultimi anni da Segretario del JESA (Gesuiti per l'azione sociale) in Asia Meridionale, mi sono dedicato anima e corpo a ogni iniziativa che mirasse a promuovere un più stretto legame, una maggiore unità, riflessione e azione comune tra i nostri uomini impegnati nell'azione sociale. È stata un'esperienza di umiltà imparare tanto più dai nostri attivisti sociali gesuiti e da altri, di quanto non fossi io stesso in grado di dare. Ed è con quello stesso senso di speranza e desiderio – e non senza timore – che assumerò nel gennaio 2012 il nuovo incarico presso il Segretariato per la Giustizia Sociale e l'Ecologia (SJES). Contando sulle vostre preghiere e il vostro sostegno, mi impegno a dare tutto me stesso a questo più alto servizio del Signore.
Xavier Jeyaraj SJ
Coordinatore di Gesuiti per l’Azione Sociale
(fino al 15 ottobre 2011)
Delhi, India