Essere vicino a quanti sono più emarginati
Nel settembre del 2005, Padre Christophe Six SJ andò in Amazzonia e, per la precisione, nella regione dell’Amazzonia brasiliana della Compagnia di Gesù, per unirsi all’Equipo Itinerante (EI), del nucleo di Manaus. Mentre il mio arrivo avvenne alla fine del gennaio del 2006.
Che cos’è l’Equipo Itinerante? Siamo un gruppo formato da missionari, religiosi, e laici, di entrambi i sessi, provenienti da differenti istituzioni e culture, che prestano il loro servizio itinerante nella regione amazzonica.
Condividiamo la nostra vita insieme alle popolazioni rivierasche, ai lavoratori rurali, agli indigeni e alle persone emarginate dei centri urbani. Da dodici anni, ormai, l’equipo itinerante lavora duramente, tessendo nuove reti e collaborando con altri progetti amazzonici, in altre parole, abbracciando le frontiere. Operiamo in tre nuclei, situati a Manaus, a Tabatinga, al confine tra la Colombia, il Perù e il Brasile, e nella “Roraima”, nella zona di confine tra il Venezuela, la Guyana e il Brasile.
“Essere vicino a quanti sono più emarginati": era questa la prima preoccupazione di Christophe. Partendo da questo presupposto, la sua opzione preferenziale era per gli emarginati delle aree urbane. La sua attenzione si concentrava sulle sfide della città, dove si mescolano rivieraschi e indigeni, e dove la tossicodipendenza e la criminalità costituiscono il riflesso della violenza della società.
Per diverse circostanze, Christophe, con la bontà d’animo e il coraggio che gli erano propri, rinunciò alla sua preferenza per il volto urbano, e si impegnò a conoscere e a lavorare a stretto contatto con la realtà indigena dell’Amazzonia. Insieme al CIMI (il Consiglio Indigeno Missionario), si dedicò anima e corpo alla tribù dei Munduruku, dell’area di Nova Olinda, visitando i villaggi, vivendo insieme alla gente, sostenendo il movimento femminile e la formazione di donne leader, e raccogliendo la sfida della valorizzazione della cultura indigena. Fece, inoltre, parte del team di accompagnamento e di ricerca insieme alle tribù rivierasche che stavano riaffermando la loro origine Maranguá. Il suo impegno incondizionato aprì nuovi orizzonti per questa popolazione e rese più facile il riconoscimento etnico degli indigeni Maranguá, che erano alla ricerca di terra e di migliori condizioni, quale popolo in rinascita. Quanta gratitudine provano per Christophe!
Christophe mi ha impressionato per il suo modo di pregare costantemente, per la sua capacità di discernimento, per il suo coraggio, e per la sua umiltà. Aveva una straordinaria capcità di trovare il senso di Dio nel peggiore dei conflitti, e di lottare sempre per individuare possibili soluzioni, anche quando apparentemente, e talvolta oggettivamente, non ve ne erano. In questo modo, ha contribuito a evitare rotture che avrebbero ostacolato il progresso del lavoro, e ha promosso relazioni più tranquille e generatrici di vita.
A ottobre del 2007, scoprì di avere un cancro ai polmoni e da quel momento fino al 4 gennaio del 2011 ha fatto del suo meglio per prendersi cura di se stesso e per continuare a vivere. Dal 2008, viveva a Itaici (San Paolo), e accompagnava e orientava gli Esercizi Spirituali. A settembre, in occasione del suo compleanno, mi confidò di essere felice, perché era ormai quasi un anno e dieci mesi che non si sottoponeva a trattamenti di chemioterapia, dal momento che i noduli sembravano essere sotto controllo. A novembre, tuttavia, la situazione è improvvisamente precipitata e sfuggita di mano.
La sua salute cagionevole non gli ha permesso di realizzare il suo desiderio più grande, quello di condurre una vita più contemplativa. Dio solo sa!
A te Christophe, con immensa gratitudine per la tua bellissima testimonianza della presenza amorosa di Dio in mezzo a noi.
Luísa Fernandes
Equipo Itinerante, Amazzonia. Brasile
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