Asia-Pacifico – Sosteniamo il Myanmar
A tutte le persone di buona volontà:
Oggi ricordiamo il secondo anno in cui le forze militari, i Tatmadaw, hanno preso spudoratamente il potere in Myanmar cancellando il governo democraticamente eletto dal popolo e imprigionando i suoi leader democratici. In un periodo di pandemia globale, quando molti soffrivano e avevano paura, la fiamma della democrazia, che il Myanmar ha acceso e continuato ad alimentare dopo decenni di lotte, si è nuovamente spenta quando i Tatmadaw hanno gettato terrore e violenza contro il loro stesso popolo.
Negli ultimi due anni, i Tatmadaw hanno continuato con il loro regno di terrore, facendo irruzione nei villaggi, bruciando case e chiese, detenendo, torturando e uccidendo attivisti, manifestanti e civili disarmati e innocenti. Secondo l'UNHCR, al 23 gennaio 2023 gli sfollati interni erano più di 1,2 milioni, rispetto ai 330.000 di prima del colpo di Stato. La Banca Mondiale riferisce che nel 2022, circa il 40% della popolazione del Myanmar, ovvero circa 22 milioni di persone, è caduto in miseria, raddoppiando l'incidenza della povertà rispetto al marzo 2020. La giunta militare ha soffocato il dissenso e l'opposizione, chiudendo le vie di comunicazione e i media, arrestando i giornalisti, consentendo legalmente perquisizioni, sequestri, arresti, sorveglianza e intercettazioni delle comunicazioni nonostante l'assenza di mandati emessi dal tribunale. E ancora oggi continuano a farlo.
Vogliamo celebrare il coraggio e la fede dei nostri fratelli e sorelle in Myanmar che stanno soffrendo, ma che rimangono forti e fermi nella loro volontà di far rispettare e seguire la volontà del popolo, di ripristinare e onorare i loro diritti e le loro libertà, di ottenere sicurezza e protezione. In modo pacifico, hanno fatto sentire la loro voce, protestando nelle strade, nei villaggi e persino sui social media, chiedendo la fine degli abusi e della sottomissione della giunta militare. I giovani hanno guidato la maggior parte di questi impavidi sforzi per la loro nazione e per il loro popolo. Preghiamo per coloro che hanno sacrificato la loro vita per rendere il Myanmar un posto migliore in cui vivere.
Siamo più che mai convinti che non si possa più aspettare ed occorre richiedere un'azione urgente e decisiva per porre fine alla crisi!
In solidarietà con il Myanmar, il Network Migranti e Rifugiati dell'Asia-Pacifico chiede di mettere in atto tre punti di intervento:
In primo luogo, è necessario che le autorità dell'ASEAN e gli altri leader globali intraprendano tutti gli interventi diplomatici disponibili per porre fine alla violenza e ripristinare la democrazia nel Paese nel più breve tempo possibile. Il sostegno della comunità internazionale è essenziale per ripristinare la pace e la democrazia nel Paese. Lasciate che i vostri negoziati politici siano guidati dalla vostra coscienza e dalla vostra compassione.
In secondo luogo, chiediamo ai Tatmadaw di porre immediatamente fine alle vessazioni, agli abusi e alle violenze inflitte agli oppositori e ai cittadini innocenti del Myanmar. È necessario che dimostrino al mondo che ci si può fidare di loro come loro stessi chiedono di fidarsi - rilasciando i prigionieri politici e coinvolgendo nuovamente le diverse parti interessate in un dialogo significativo basato sulla giustizia e sulla compassione. Devono scegliere la strada della responsabilità condivisa e dell'azione per cambiare il corso della crisi e porre fine alla violenza e alla sofferenza. Non lasciamo che le ferite del Myanmar rimangano aperte e non si rimarginino.
Infine, ci rivolgiamo ai cittadini e alle comunità di tutto il mondo affinché continuino a esprimere e a mostrare la loro preoccupazione per il Myanmar nei modi in cui possono farlo. Scrivete ai vostri leader e fate in modo che vedano ciò che vedete voi. Sono necessari e urgenti gli aiuti umanitari per garantire alla popolazione del Myanmar beni e servizi salvavita. Per questo chiediamo il passaggio gratuito, immediato e sicuro degli aiuti a chi ne ha estremo bisogno in Myanmar. E soprattutto, insistiamo per un'azione efficace per il bene comune. Non dimentichiamo il Myanmar.
Stiamo al fianco del Myanmar in questa speranza di salvare e trasformare la propria nazione in un futuro migliore. Sogniamo insieme al popolo del Myanmar di avere un avvenire migliore, dove ci siano giustizia e pace per tutti. Insieme ai vescovi cattolici del Myanmar, lanciamo un accorato appello a tutte le parti interessate: "Abbiamo sofferto abbastanza come popolo, facciamo in modo che tutte le armi tacciano, tendiamo la mano a tutti, come fratelli e sorelle, e cominciamo il sacro pellegrinaggio della pace, uniti come nazione e come popolo".
Ai nostri fratelli e sorelle in Myanmar, mantenete la fede, siamo con voi. Il mondo non vi dimenticherà. Con voi, NOI SIAMO MYANMAR.
Network dei Migranti e dei Rifugiati dell'Asia del Pacifico
1 febbraio 2023
2° Anniversario del colpo di Stato in Myanmar
Fonte: jcapsj.org





