Africa – Una parziale vittoria nell’accesso al vaccino COVID-19 per i paesi in via di sviluppo, resta ancora molto da fare
Nella giornata di ieri, l'Unione Europea (UE), il Sudafrica, l'India e gli Stati Uniti hanno raggiunto un compromesso nei negoziati in corso da tempo per una deroga sui diritti di proprietà intellettuale (IP) per quanto riguarda i vaccini contro il coronavirus. In ogni caso, è ancora necessario l'accordo dei paesi membri dell'UE e di altri membri dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO).
Qualora venga accettato, il compromesso permetterà ai paesi in via di sviluppo di autorizzare l'uso di un vaccino coronavirus brevettato senza dover chiedere il consenso da parte del proprietario del brevetto. Si tratta di una soluzione molto più ampia delle licenze obbligatorie, che permetterà ai paesi interessati di utilizzare mezzi come gli ordini esecutivi per aumentare la produzione di vaccini. Ad ogni modo, la validità dell'accordo è limitata ai vaccini COVID-19 e non comprende test, terapie e altri farmaci che India e Sudafrica hanno cercato di includere nella loro proposta iniziale. La convenzione stabilisce anche un limite di accesso per le nazioni in via di sviluppo che hanno esportato meno del 10% della produzione globale di vaccini COVID-19 nel 2021, il che significa che la Cina non sarebbe ammessa a rinunciare ai diritti di proprietà intellettuale per la produzione di vaccini COVID-19.
Da più di un anno, il Jesuit Justice and Ecology Network Africa (JENA) e alcuni governi, organizzazioni e partner con idee simili nel sud e nel nord del mondo stanno lavorando incessantemente per una deroga all'articolo 28.1 dell'accordo TRIPS. TRIPS sta per Accordo sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale. L'articolo 31 prevede delle deroghe. " Questo gradito accordo per la produzione locale di vaccini è un primo passo per intraprendere un'azione per la giustizia sociale e, come il Santo Padre Papa Francesco ha ripetutamente detto, basata sulla compassione per la nostra umanità condivisa, ponendo le persone al di sopra dei profitti e le nazioni prima delle multinazionali", ha detto Padre Charles B Chilufya, Direttore di JENA e coordinatore della Task Force Africa della Commissione COVID-19 del Vaticano. " Nel Sud del mondo ci sono le strutture per produrre i vaccini COVID-19, e ci sono fabbriche di vaccini che giacciono inutilizzate ovunque nel mondo, anche in Africa. Questo compromesso compenserà in parte la deprecabile mancanza di umanità e l'immenso fallimento morale contro cui JENA e i suoi partner si sono battuti".
Gli sviluppi positivi di questo potenziale compromesso potrebbero annunciare l'inizio di una risoluzione del dibattito che è bloccato all'OMC dall'ottobre 2019.
"Ad oggi, meno del 15% della popolazione dei paesi a basso reddito è stata vaccinata", ha precisato P. Chilufya. " Si tratta solo di una media. Nella maggior parte dei casi, il numero di persone vaccinate scende fino al 2 o al 5%. La fornitura, e non certo l'esitazione, è il problema. Il fatto che alcuni dei vaccini inviati in questi paesi scadono durante il viaggio, o hanno una durata di conservazione brevissima quando arrivano sulle coste africane non è certo d'aiuto. Anche la donazione di vaccini in via di dismissione e prossimi alla scadenza, come sta accadendo, è un dumping, e non una donazione".
In caso di accordo, il compromesso non richiede che i vaccini vengano destinati al mercato interno, consentendo così di esportarli in altri paesi idonei. In ogni caso, non è una soluzione risolutiva e non è sufficiente, in quanto sembra dare con la mano destra e prendere con la sinistra. James Love, direttore di Knowledge Ecology International, ha commentato la soluzione proposta, dicendo che era " terribile" che la rinuncia fosse limitata ai vaccini. Love ha poi precisato che i paesi hanno già la libertà di permettere l'uso facoltativo dei brevetti "anche senza previa negoziazione con i proprietari dei brevetti in caso di emergenza o di pandemia". Love ha criticato anche la limitazione a certi membri dell'OMC, dicendo che essa protegge "i produttori di vaccini americani ed europei dalla competizione da parte dei fornitori dei paesi in via di sviluppo".
È necessario che questi produttori e i rispettivi governi si comportino come il buon samaritano e aiutino i paesi che si trovano in una situazione di semi-morte o che stanno morendo a causa delle devastazioni del coronavirus.
È ora di mostrare compassione e umanità!
Fonte: JENA





