Africa – “Nessuno è al sicuro finché tutti non sono al sicuro” di Charles B. Chilufya S.J.

La crescente crisi di Covid-19 cui l’Africa si trova a dover far fronte richiederà una cooperazione internazionale, un coordinamento, un compromesso e una cura più ampi di quelli attuali. Vi è un appello qui alle nazioni più potenti, come quelle del G20, ad assumere la leadership, a essere un “buon samaritano”, e a promuovere la cooperazione internazionale per trovare una soluzione alle attuali differenze nella distribuzione dei vaccini. Papa Francesco, nell’enciclica Fratelli Tutti, insegna che la fraternità e l’amicizia sociale sono il modo per costruire un mondo migliore, più sano, più giusto e pacifico. Il Papa mette in guardia contro una “cultura dei muri” e chiama l’umanità a dire no all’attuale concorrenza nell’acquisizione dei vaccini, e all’indifferenza globalizzata e all’esclusione degli altri. Nei 20punti per un mondo più giusto e più sano del Vaticano, Papa Francesco, ha affermato la necessità di rendere disponibili e accessibili per tutti i nuovi vaccini anti-Covid-19, affermando; “se c’è la possibilità di curare una malattia con un farmaco, questo dovrebbe essere disponibile per tutti, altrimenti si crea un’ingiustizia”.

Nel 2015, tutte le nazioni del mondo hanno concordato di raggiungere l’obiettivo 3.8 b7 2030 degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), che chiede “l'accesso sicuro, efficace, di qualità e a prezzi accessibili a medicinali di base e vaccini per tutti”.

La richiesta dell’India e del Sudafrica di una deroga urgente all’accordo dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale (TRIPS), per quanto concerne la proprietà intellettuale in relazione alla prevenzione, al contenimento o al trattamento del Covid-19, per il rapido incremento della produzione e della distribuzione di vaccini e terapie, è in linea con l’obiettivo 3.8 degli OSS. Ma sebbene esistano quadri normativi per lo sviluppo di bioequivalenti, versioni più economiche dei medicinali, spesso definiti “generici”, siamo consapevoli del fatto che molti paesi in Africa non hanno “risorse e infrastrutture adeguate per la produzione di prodotti farmaceutici”. Vi è, quindi, la necessità di rendere meno stringente la disposizione della Dichiarazione di Doha del 2001, che permetterebbe loro di importare forme generiche di medicinali da paesi con capacità di sviluppo.

Tutto ciò dovrebbe essere supportato da un trasferimento di conoscenze tecnologiche per la produzione e la fabbricazione di vaccini generici. L’incremento della produzione e della fabbricazione locale di vaccini richiederà urgenti finanziamenti globali. È necessario aumentare la liquidità e lo spazio di manovra fiscale per i paesi poveri. Come primo passo, i paesi del G20 dovrebbero approvare una nuova assegnazione dei diritti speciali di prelievo del FMI ai paesi più poveri, in modo tale da permettere al FMI di aumentare i suoi finanziamenti di emergenza. Per ottenere risultati significativi nel 2021, l’iniziativa multilaterale COVAX dovrebbe avere fondi garantiti per 20-40 miliardi di dollari nel 2021, che trasformerebbe in accordi definitivi in materia di produzione vaccinale estesa. Inoltre, i membri del Developing Countries Vaccine Manufacturers Network dovrebbero unirsi agli sforzi della COVAX per produrre vaccini a basso costo su vasta scala.

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È necessario contenere la pandemia in ogni paese e in ogni regione. Come ha avvertito l’ONU, “Nessuno è al sicuro finché tutti non sono al sicuro”. Ma attualmente, il lancio globale dei vaccini anti-Covid-19 è, ad oggi, ben lungi dall’essere inclusivo, e non è adeguatamente pianificato. La fornitura di vaccini a COVAX è estremamente lenta perché i paesi ad alto reddito (HIC) superano i paesi a basso reddito per le forniture limitate di vaccini anti-Covid-19. È fonte di grande preoccupazione il fatto che, attualmente, i volumi COVAX che verranno distribuiti tra febbraio e giugno per l’Africa potrebbero non andare oltre le esigenze degli operatori sanitari in prima linea e potrebbero quindi non essere sufficienti a contenere il crescente numero di morti dovuti alla pandemia in Africa. L’obiettivo di 600 milioni di dosi da parte di COVAX coprirà solo 300 milioni di persone in tutto il continente, pari solo a circa il 20% della popolazione.

Vi è un urgente bisogno di cooperazione globale per guidare la condivisione globale dei vaccini e delle terapie, attraverso la creazione di iniziative, come la struttura COVAX, l’African Vaccine Acquisition Task Team (AVATT), istituito dal presidente dell’Unione Africana, Cyril Ramaphosa, e quelle guidate da imprese private, come il COVID-19 Vaccine Equity Project (CVEP), piuttosto che avere pochi paesi potenti che dominano l’acquisizione del vaccino.

Vi è un appello qui ai paesi donatori, alle imprese e a ricchi investitori privati, nel ricco Nord, in Africa e altrove, a intensificare ulteriormente il loro aiuto finanziario, e a garantire che sempre più vaccini siano forniti attraverso COVAX, dato che la maggior parte dei paesi africani affronta problemi di liquidità, è già coinvolta in crisi del debito, e se non riceverà nessun aiuto potrebbe essere costretta a prendere ulteriori prestiti per reagire alla pandemia e rafforzare le proprie economie. La maggior parte dei paesi africani si trova di fronte a una scelta fiscale impossibile, tra l’adempimento delle obbligazioni debitorie e la spesa per proteggere la salute, l’istruzione e la protezione sociale.

Si stanno sviluppando vaccini più efficaci, ma è necessario che raggiungano ogni persona. Per garantire che i bisogni delle popolazioni vulnerabili siano rispettati, e che l’obiettivo della massima copertura globale sia conseguito, bisogna incrementare quanto prima la produzione e la distribuzione di vaccini in Africa e in altri paesi a medio e basso reddito (LMIC). L’Assemblea Mondiale della Sanità dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dovrebbe riunirsi urgentemente per aggiornare le sue raccomandazioni sulla distribuzione giusta ed equa dei vaccini.

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