Africa – Organizzazioni cattoliche aiutano i migranti africani di ritorno a contrastare la fame e il Covid-19

Le organizzazioni cattoliche stanno intensificando gli sforzi per assistere i migranti che tornano in Africa, mentre alcuni paesi dell’Africa meridionale – come Zimbabwe, Zambia, Sudafrica e Malawi – allentano le restrizioni adottate per contrastare il Covid-19 e aprono i loro confini terrestri. In alcuni paesi, i rigidi lockdown hanno aggravato la fame e la disoccupazione, minacciando di fame i richiedenti asilo e i cittadini che tornano dall’estero.

“In Malawi, per esempio, molti dei migranti che tornano arrivano senza lo stretto necessario”, ha dichiarato Dyna Khonde, responsabile dei programmi di emergenza presso il Catholic Relief Services in Malawi. Il Catholic Relief Services ha fornito assistenza alimentare a più di 700 migranti di ritorno.

“Stiamo, inoltre, costruendo delle strutture per effettuare test alla frontiera, in modo tale che le persone possano mantenere la loro privacy e la loro dignità quando vengono sottoposti al test”. Molti migranti dell’Africa – dove alcune regioni si sono trovate a dover far fronte a un peggioramento delle prospettive economiche, a causa degli effetti devastanti di successive siccità, e del ciclone Idai nel 2019 – avevano cercato migliori prospettive di impiego in Sudafrica. Altri hanno viaggiato fino ad arrivare negli Stati Uniti, in Europa, in Medio Oriente e in Cina.

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Nella sola regione dell’Africa meridionale, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) stima che vi siano circa 7,9 milioni di migranti nei 16 paesi che compongono la Comunità di Sviluppo dell’Africa Meridionale, un’organizzazione intergovernativa. Lo scoppio della pandemia di Covid-19 ha fatto sì che molte opportunità economiche per questi migranti africani siano andate scemando, costringendoli a tornare a casa.

Alcuni risiedono legalmente nei loro nuovi paesi, ma dopo aver perso il lavoro, si sono visti costretti a tornare nei loro luoghi di nascita per ricevere sostegno. E con i governi già alle prese con altri problemi interni, la maggior parte di questi migranti di ritorno si è trovata in situazioni difficili e, talvolta disperate. In Malawi, ad esempio, uno spostamento del potere politico e le elezioni ordinate dal tribunale dopo un voto manipolato hanno esacerbato l’incertezza economica dovuta alla pandemia. È solo l’ultima di una serie di difficoltà economiche che, negli anni, hanno spinto molti malawiani nei paesi confinanti. Leggi tutto...

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Pubblicato da SJES ROME - Coordinatore delle comunicazioni in SJES-ROME
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