Testimonianza

Una vita al servizio dell’apostolato sociale del Venezuela. Intervista a P. José Ignacio Arrieta sj

Luis Carlos Díaz Coordinamento di Comunicazione e Reti. Centro Gumilla (Venezuela) Luis Carlos Díaz Coordinamento di Comunicazione e Reti. Centro Gumilla (Venezuela)

Padre José Ignacio Arrieta vive oggi presso l’infermeria proviciale dei gesuiti del Venezuela. Con i suoi 81 anni, ricorda per noi il processo che ha portato alla formazione del settore sociale del Venezuela, a partire dal Centro Gumilla:

Abbiamo fondato il Centro Gumilla nel 1968: in quegli anni, in modo spontaneo, i due gruppi Gumilla – quello di Caracas e quello di Barquisimeto – hanno iniziato a dibattere e a operare nell’ambito del sociale.

A Barquisimeto vi era un’intensa attività di accompagnamento e di organizzazione dei coltivatori di caffé nelle loro zone rurali, mentre a Caracas veniva sostenuta l’azione educativa e il lavoro con gruppi concreti, come i sindacati. La creazione del settore sociale della Compagnia di Gesù è stata realizzata successivamente, perchè non era ancora nato il settore sociale del CPAL.

Il settore sociale

Il Centro Gumilla era il fulcro dell’attività e, partendo da lì, abbiamo lavorato. All’inizio, Padre Alberto Micheo insisteva molto sull’aspetto specifico e concreto del Centro Gumilla nell’agenda sociale, mentre con l’arrivo di padre Pedro Trigo, Eduardo Ortiz e Carmelo Vilda è sortala necessità di incorporare anche l’aspetto teologico. Il lato concreto veniva associato alla visioneeconomico-sociale, ma si insisteva anche sull’importanza dell’aspetto spirituale. In quegli anni significava accompagnare la gente nella propria quotidianeità

Il Centro Gumilla si preoccupava di tutto ciò che atteneva alle lezioni all’Università Cattolica Andrés Bello, e la ricerca che effettuavamo era destinata alla rivista SIC, fondata nel 1938, adottata dal centro, e tuttora attiva. La nostra presenza in diversi luoghi ci offriva input per il lavoro, come la partecipazione in determinate aree, come quella sindacale, l’area economico-sociale, e le analisi sulla congiuntura del paese che realizzavamo. Seguivamo un approccio molto tradizionale in questo lavoro, solo dopo la morte di Manuel Aguirre (1904-1969) abbiamo virato verso una prospettiva ancora più sociale.

La dottrina sociale

Allo stesso tempo, vi sono due testi che si possono cercare nella rivista SIC di quel decennio, che erano due commentari al libro di Salvador Freixedo “La mia Chiesa dorme” (1968). La nostra critica al modello vigente ci ha portati al punto tale che fummo obbligati a portare al cospetto del Provinciale l’intero numero della rivista, perché fosse sottoposto a revisione prima di essere mandato alle stampe.

A partire dal Documento di Medellín (II Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano, 1968) inizia a prendere forma tutta questa nuova visione, soprattutto nei documenti sulla pace, che ci motivano a lottare in prima persona per orientare il nostro lavoro verso il sociale.

E’ perciò evidente che tutto il lavoro del Centro Gumilla, e il lavoro del settore sociale della Compagnia di Gesù, che stava iniziando, veniva orientato partendo da questa nuova prospettiva della dottrina sociale della Chiesa. Credo che stavamo avanzando all’interno di questo processo. Spingevamo per un pensiero che fosse più aperto: lavorare con i sindacati, con la gente che avvertiva la necessità di aprirsi all’aspetto comunitario, e inoltre la necessità di proiettare all’interno dell’Università Cattolica Andrés Bello il nostro pensiero cristiano, sociale e liberale.

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Pubblicato da SJES ROME - Coordinatore delle comunicazioni in SJES-ROME
SJES ROME
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