Testimonianza

Nilo E. Tanalega, SJ – Missionario presso i lavoratori filippini all’estero

Roberto Archie R. Carampatan, sj Roberto Archie R. Carampatan, sj

L' emigrazione dalle Filippine per fini lavorativi è in costante crescita, per il fatto che nel paese permangono limitate le prospettive di lavoro sia per la manodopera specializzata che per quella comune. Allo stato attuale si contano all'incirca in 10 milioni i migranti internazionali filippini sparsi nel mondo, definiti per convenzione OFW - Overseas Filipino Workers.

Stando a calcoli non ufficiali, il numero dei filippini emigrati nel 2013 si attesterebbe su 1,3 milioni.

Cresce peraltro la percentuale di donne migranti per lavoro, in quanto le donne filipine affrontano con particolare coraggio il distacco dalla famiglia per andare a prestare opera di lavoratrici domestiche perlopiù in Medio Oriente, Hong Kong e Singapore.

Considerato negli anni '70 un temporaneo apporto di manodopera al settore edilizio in Medio Oriente, il fenomeno si è tramutato in fattore permanente e in crescita costante. Non si esclude che il governo filippino abbia guardato al fenomeno con particolare favore, in quanto giova a un’economia nazionale non certo fiorente. Se si chiede ai giovani filippini cosa vorrebbero fare da grandi, la risposta è "lavorare all'estero".

Per le loro rimesse in dollari rivelatesi cruciali per mantenere a galla l'economia del paese, gli OFW sono stati definiti dal governo filippino nientemeno che " eroi moderni". Va detto che il governo ha fatto quanto possibile per tutelare il welfare di questi lavoratori. Si è però trascurato in questi anni di curare adeguatamente l'aspetto della salute mentale tanto degli OFW quanto dei loro familiari rimasti in patria. Ed è qui che assume particolare rilevanza l'opera del sacerdote gesuita p. Nilo E. Tanalega.

Nel 1986, al suo rientro da New York dopo aver concluso gli studi per il dottorato in counselling in ambito pastorale, p. Tanalega ha dato vita insieme a un confratello gesuita e alcuni collaboratori laici alla UGAT Foundation Inc.

Ci sono voluti tre anni di consultazioni e di pianificazione per stabilire quali fossero i valori fondanti dell'UGAT Foundation, riassumibili in: (a) dovere di conformarsi all'opzione preferenziale della Chiesa Cattolica per i poveri; (b) sconsigliato appoggiarsi eccessivamente alle strutture di finanziamento (dipendenza nel tempo e stesura di troppi rapporti); (c) necessità di regolarsi e adattarsi a quanto le comunità possono offrire (nel caso specifico, le esigenze alimentari di base e i trasporti fondamentali); (d) per quanto possibile, dovere di porre in atto uno spirito evangelico, nel senso di "non procuratevi né due tuniche, né sandali" e "mangiate quello che vi sarà messo dinanzi"; (e) in spirito di solidarietà con i poveri, compito di guadagnarsi di che vivere col sudore della fronte.

I programmi UGAT

È difficile quantificare il costo psicosociale della migrazione per lavoro. Da quattro decenni ormai la società filippina deve tener conto di generazioni di giovani cresciuti senza uno o ambedue i genitori. P. Tanalega e i cofondatori dell'UGAT hanno ben chiaro quale sia il danno prodotto a livello individuale e familiare dalla migrazione per lavoro.

In linea generale, i filippini tengono molto alla famiglia; purtroppo però il fenomeno della partenza dei genitori all'estero per motivi di lavoro ha eroso i valori tipici del sistema alla base della solidità famigliare. I bambini vengono affidati ai nonni o ad altri membri adulti di una famiglia allargata, e non sono rare situazioni di abuso o abbandono. Per bilanciare in qualche modo la loro assenza, i genitori che sono all'estero spesso esagerano nel compensare i propri figli con doni in denaro o piccoli oggetti. Nelle parole di un seminarista diocesano i cui genitori lavorano all'estero "i miei genitori sembrano non rendersi conto che non è né denaro né regalini che in realtà chiedo loro".

Per aiutare gli OFW e i loro familiari a far fronte alle conseguenze della separazione, p. Tanalega ha elaborato dei programmi di formazione che i migranti possono svolgere sul posto di lavoro, oltre che per le famiglie rimaste in patria. Sia lui che i suoi collaboratori che curano l'aspetto del counselling si sono già recati in luoghi dove vi è presenza di OFW – Giappone, Hong Kong, Singapore, Malaysia, Europa e Dubai – per svolgere seminari-laboratori sui temi del counselling tra pari, della specializzazione in tecniche di counselling di base e avanzate, e del crescere famiglie funzionali dall'estero.

Sul fronte domestico, ha ideato numerosi programmi di formazione psicosociale, tra cui: un programma riservato al/alla coniuge dell'OWF rimasto/a in patria; uno per le mogli e i familiari dei lavoratori marittimi; uno per i figli degli OFW; uno per la valutazione di coloro che si preparano a partire per lavorare all'estero; uno per la preparazione al reintegro in famiglia per i migranti in rientro; uno per il trattamento psicosociale delle vittime di pirateria marittima; nonché programmi di base e avanzati in counselling riservati agli insegnanti che hanno a che fare con figli degli OWF.

Oltre a ciò, l'UGAT offre servizi di natura psicosociale a due importanti agenzie governative filippine: l'Ente per il welfare dei lavoratori all'estero (OWWA) e il Dipartimento affari esteri (DFA). Per conto dell'OWWA, l'UGAT cura il recupero dallo stress e il counselling individuale dei lavoratori rimpatriati, perlopiù lavoratori domestici vittime di maltrattamenti o abusi, provenienti dal Medio Oriente; quanto al personale del DFA destinato a incarico all'estero o che rientra da tale esperienza, è previsto un programma di formazione mirato al welfare.

Celebrando l'UGAT nel 2015 il 25° anniversario della sua fondazione, gli si pone come sfida la formulazione di sempre nuovi programmi, interventi e approcci che consentano di far fronte a tutta una serie di esigenze in ambito familiare, nonché di pressioni politiche ed economiche, soprattutto sulla scena internazionale.

Il personale – costituito da un sacerdote gesuita, due scolastici gesuiti, due dipendenti a tempo pieno, e un numero imprecisato di volontari che svolgono opera di counselling – svolge la propria missione con fervore, convinto che l'UGAT Foundation sia nata per ispirazione divina. E se Dio ha voluto che l'UGAT esista, non le farà mai mancare il proprio sostegno.

Per maggiori particolari:Philippine labor migrations phenomenon.

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Pubblicato da SJES ROME - Coordinatore delle comunicazioni in SJES-ROME
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