Colombia – Il rispetto dei diritti umani come base fondamentale per il rafforzamento della democrazia
Alla luce degli eventi accaduti in Colombia con la mobilitazione sociale degli ultimi giorni nel paese, il JRS Colombia ha chiesto al governo nazionale di garantire e proteggere i diritti costituzionali relativi al diritto alla vita, alla lotta sociale e alla difesa dei diritti umani di tutti i colombiani.
A fianco di molte altre manifestazioni e risposte militarizzate e sproporzionate identificate in varie parti del paese, il JRS Colombia, per lo svolgimento della sua azione nella città di Buenaventura, ha identificato l'uso sproporzionato della forza pubblica attraverso una squadra ESMAD, per bloccare le manifestazioni dello Sciopero Nazionale nella comunità indigena di Resguardo Nasa-Embera-Chami, appartenente al Cabildo Nasa Kiwe (corregimiento la Delfina), colpendo la comunità e chi accompagnava la manifestazione. Unitamente al JRS Colombia, anche noi ci associamo all'appello al governo nazionale per il rispetto assoluto e il mantenimento della neutralità di fronte alle proteste non violente dei cittadini, anche se finalizzate a mettere in discussione le politiche del governo, come dettato dalla Corte Suprema di Giustizia di fronte alla violenza della polizia. (vedi comunicato) (vedi comunicato JRS/COL).
La mobilitazione sociale
che è iniziata il 28 aprile è stata macchiata da atti di violenza, repressione
e uso eccessivo della forza contro i manifestanti da parte della polizia, una
situazione che è aumentata con la militarizzazione di alcune città. La Defend
Freedom Campaign, una piattaforma che ha seguito l'accaduto, riporta il 3
maggio 2021, "305 persone ferite dalle azioni sproporzionate della polizia
nazionale e in particolare dall'ESMAD. 23 hanno subito lesioni agli occhi. 47
attivisti dei diritti umani sono stati aggrediti nel quadro delle
manifestazioni. 11 persone sono state vittime di violenza basata sulla
differenza uomo/donna esercitata dalla stessa istituzione. 18 persone sono
state uccise presumibilmente dalle azioni della polizia. 988 persone sono state
detenute, la maggior parte di loro con procedure arbitrarie, subendo torture
e/o trattamenti crudeli" (Rapporto del 4 maggio). Dal canto suo, l'Ufficio
dell'Ombudsman registra "19 morti nella Valle del Cauca, Bogotà, Neiva,
Cali, Soacha, Yumbo, Ibagué, Madrid, (Cundinamarca), Medellín e Pereira",
cifre che devono ancora essere chiarite. Inoltre, il gruppo di lavoro sulle
sparizioni violente ha documentato 135 denunce di possibili sparizioni
sospette, di cui 107 persone sono ancora disperse. Alcuni di questi fatti sono
stati registrati dal CINEP/PPP.
L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, attraverso il suo portavoce a Ginevra, ha manifestato la sua preoccupazione per gli eventi di Cali, quando la polizia ha aperto il fuoco sui manifestanti, uccidendo e ferendo diverse persone. E ha ricordato che gli Stati hanno la responsabilità di proteggere i diritti umani e permettere le riunioni pacifiche, che le forze e gli agenti per la sicurezza devono rispettare i principi di legalità, precauzione, necessità e proporzionalità, e che le armi devono essere usate come ultima risorsa. La CIDH ha ricordato le norme interamericane che stabiliscono come la partecipazione delle forze armate a compiti di sicurezza debba essere straordinaria, subordinata, complementare, regolata e sorvegliata.
Specialmente in Colombia, dopo un esteso conflitto armato che ha causato più di nove milioni di vittime, è necessario insistere sul rispetto dei diritti umani, compreso il diritto a vivere in una società pacifica e libera dagli effetti della guerra. È essenziale respingere gli atti di violenza, senza distinzione della loro provenienza, e nel caso in cui siano commessi da civili, le autorità giudiziarie hanno il compito di determinare la loro responsabilità, garantire la legittima difesa e il giusto processo, così come assicurare l'accesso alla giustizia nei casi di abuso e violenza da parte dello Stato.
Dalla RJM-LAC continuiamo a insistere sul rispetto dei diritti umani come base fondamentale per il consolidamento della democrazia in America Latina. Con questo, possiamo rafforzare lo stato sociale di diritto e quindi promuovere mezzi di dialogo che costruiscano ponti di riconciliazione e giustizia sociale, assicurando che le persone possano vivere con dignità, libertà e sicurezza nei propri territori.
Fonte: Red Jesuita con Migrantes





