Il Servizio dei Gesuiti per i Migranti del Costa Rica respinge l’annuncio del presidente sui migranti

Il Servizio dei Gesuiti per i Migranti del Costa Rica ha respinto, in un comunicato, l'annuncio del presidente del Paese Rodrigo Chaves riguardo all'adozione di misure per impedire che i "migranti economici" continuino a utilizzare la figura del rifugiato politico per rimanere nel territorio. Noi ne condividiamo l'affermazione.

RESPINGIAMO CATEGORICAMENTE "gli appelli" del presidente Rodrigo Chaves in quanto potrebbero mettere i rifugiati che si trovano in Costa Rica in condizioni di maggiore vulnerabilità.

Apprendiamo con profonda preoccupazione le dichiarazioni rilasciate dal presidente Chaves Robles oggi, 16 novembre. Secondo le sue stesse parole:

"Non possiamo continuare ad accogliere rifugiati, in quanto non si tratta di rifugiati politici, ma di rifugiati per motivi economici".

DON RODRIGO è necessario che lei sappia che l'esame delle domande di asilo è di competenza delle autorità preposte dalla legislazione vigente nel Paese. In prima istanza, la Commissione per i Visti Limitati e i Rifugiati e, in seconda istanza, il Tribunale Amministrativo della Migrazione (TAM), che decidono sulla concessione dello status di rifugiato nel Paese, secondo le norme internazionali sui diritti umani e gli accordi sottoscritti dal Costa Rica. I richiedenti lo status di rifugiato sono tenuti a sottoporsi alla procedura stabilita dalla legge. Non si tratta nemmeno di una questione nuova, i limiti che, da decenni, gli organismi incaricati di questo riconoscimento devono affrontare per rispettare nei tempi e nelle forme tutti i processi di cui sono responsabili.

"Capisco che le persone vogliano venire e rimanere qui".

DON RODRIGO sa che le persone vengono in questo Paese perché sono dovute fuggire, per proteggere la loro incolumità fisica ed emotiva. Non bisogna assolutamente minimizzare il dramma della mobilità forzata delle persone e la complessità dei flussi migratori che si registrano in Costa Rica e nel resto del continente. Il sogno delle persone è quello di poter tornare nel proprio Paese e noi, come organizzazioni che accompagnano tante persone che vivono queste realtà, lo sappiamo bene.

DON RODRIGO sa che il regolamento del rifugiato, all'articolo 17 della legge #8764, stabilisce espressamente che:

"il termine rifugiato si applica a qualsiasi persona straniera a cui la Commissione per i Visti Limitati e i Rifugiati riconosce tale status e che, a causa del fondato timore di essere perseguitata per motivi di razza, religione, nazionalità, sesso, appartenenza a un particolare gruppo sociale o opinione politica, trovandosi al di fuori del Paese di cui ha la cittadinanza o la residenza abituale, non può o, a causa di una tale paura, non vuole avvalersi della protezione di tale Paese"; oppure chi, non avendo una cittadinanza e trovandosi fuori dal Paese di residenza abituale a causa di tali eventi, non può o, a causa di tale timore, non vuole farvi ritorno. "

Non bisogna ridurre il concetto di rifugiato del Costa Rica alla persecuzione per motivi politici, per cui è necessario insistere sulla definizione stabilita dalla normativa nazionale e sul suo corretto utilizzo.

Non entreremo ulteriormente nel merito delle dichiarazioni del presidente, ma è molto importante e urgente che l'amministrazione del governo del signor Chaves dia priorità, al di là delle rivendicazioni avanzate alla comunità internazionale, alla protezione, alla certezza del diritto e all'efficienza nella fornitura dei servizi pubblici a cui lo Stato costaricano è obbligato, per i rifugiati presenti nel Paese.

E DON RODRIGO, non da ultimo, deve sapere che vale la pena riconoscere l'innegabile contributo delle persone in mobilità forzata che cercano di andare avanti in Costa Rica. Per questo motivo, non devono essere visti solo come "un costo elevato", anzi, il loro contributo, la loro forza lavoro, la loro cultura, sono aspetti che, con un po' di umiltà, dovremmo tutti tenere in considerazione ed esserne grati.

Continueremo a seguire con attenzione "la commissione o i processi di questa settimana" che, secondo le vostre dichiarazioni, saranno stabiliti in futuro, in considerazione della situazione dei rifugiati in Costa Rica.

Desideriamo che il Costa Rica sia davvero "un buon cittadino del mondo" e, come lei ha detto, vogliamo continuare a seguirla, ma DON RODRIGO, il primo requisito per questo è il senso di umanità. Non dimentichiamolo!

Si tratta di un'esortazione da parte di: Karina Fonseca Vindas

Direttore nazionale del Servizio dei Gesuiti per i Migranti Costa Rica

Con il sostegno della Red Jesuita con Migrantes Centroamérica e della Red Jesuita con Migrantes de Latinoamérica y el Caribe.

Informazioni da redjesuitaconmigranteslac.org

Fonte: Jesuitas.lat

Share this Post:
Pubblicato da sj-admin - in
sj-admin

Notizie correlate