Asia Pacifico – CoVeg 20: il dono di Dio della creazione e della buona salute

Tutto ha avuto inizio dal momento in cui è scattata la scintilla nell’istante stesso in cui ha avuto inizio il lockdown a marzo 2020. "Facciamo un giardino!" ha esclamato Padre Rene Javellana SJ. Così, con la consegna di un carico di terra, di bambù e di tronchi ordinati da Rene, P. Ro Atilano SJ e P. Albert Alejo SJ hanno iniziato a collaborare con P. Tej Kujur, un gesuita adivasi dell'India, a ripulire e coltivare il giardino della Residenza dei Gesuiti dell'Università Ateneo de Manila. In breve tempo l'ex boscaglia è stata trasformata in quello che Ro ha chiamato CoVeg 20 Garden (Community Vegetable 2020 Garden).

Mentre si cercava altro bambù, è stata notata una capanna per la vendita di bibingka (torta di riso) alla Ateneo High School e quindi è stata spostata nell'orto. Con i semi che Ro ha comprato, l'orto è fiorito con l'okra (dita di donna). E' stato ampliato con l'aggiunta di un nuovo spazio, ricco di luce solare e di altri elementi nutritivi per coltivare l'ampalaya (melone amaro). Dopo diversi raccolti, il gruppo è ritornato al giardino originale che è diventato molto produttivo, permettendo ad Albert di costruire un traliccio per la patola (melone di seta). Altri gesuiti assistevano il terzetto offrendo succhi di frutta e spuntini. Per la benedizione del Giardino CoVeg 20, che è stata presieduta da JR Orberta SJ sono intervenuti numerosi Gesuiti. Attraverso la diffusione sui social media di Ro, molte persone hanno donato al giardino tubi, semi e, più tardi, Agapornis (inseparabili), pavoni e piccioni.

In contemporanea con il Giubileo della Creazione tenutosi a settembre dello scorso anno, il giardino ha ispirato Ro e Albert a produrre 26 episodi di Karaniwang Karunungan (Everyday Wisdom), una serie su Facebook che è diventata virale e che presenta la filosofia e la saggezza di Albert nella vita quotidiana. "L'attenzione serena" nella Laudato si' 226, spiega Albert in uno stato d'animo molto profondo, "riguarda la 'mindfulness pratica', l'essere attenti e vigili a ciò che c'è, senza pensare e senza riflettere troppo, prendere una piccolissima cosa nella natura e poi metterla in relazione con il mondo più grande della vita, facendoci apprezzare le piccole cose. Si può imparare ad apprezzare le piccole cose, senza avere la necessità di impossessarsi delle cose altrui, poiché questo genera dei conflitti".

A distanza di un anno, dopo aver abbattuto alcuni alberi, aver messo due panchine e un tavolino da caffè, un buon panorama e la luce del sole, il CoVeg 20 Garden è diventato uno spazio comune per i gesuiti nel periodo di massima incertezza della pandemia. Ro scherza: "È diventato un angolo per scattare foto, per condividere la gioia perché tutti ne facevano parte; è stato davvero uno sviluppo per l’intera comunità. Ha donato tanta serenità a tutti noi".

2021.04.CoVeg-20-garden

Albert si ricorda come la ricerca di più bambù lo abbia portato a scoprire l'anfiteatro di pietre del vescovo Francisco Claver, a dimostrazione della sua spiritualità culturale-ecologica-politica che fino ad allora era sconosciuta e che verrà svelata nel prossimo episodio di Karaniwang Karunungan, "The Unsilenced Stones of Bishop Francisco Claver SJ".

Il giardino, che adesso fiorisce di ampalaya, peperoncino, bok choy, melanzane, malunggay (moringa), okra, papaia e patola, continua a darci consigli nella curia personalis: " Bisogna toccare personalmente la vite, accompagnarla e dirigere la patola a tornare al traliccio", ridacchia Albert. "Ricordo che quando eravamo bambini, avevamo l'abitudine di convincere, indurre la patola e l'upo (calabash) a procurarsi frutti prima del tempo, nella convinzione che gli animali e le piante interagiscono con l'uomo", racconta Albert.

Tej, che appartiene alla JEPASA (pastori gesuiti dell'Asia meridionale), trasforma la preferenza apostolica universale della cura della nostra casa comune nel rendere più verde la sua parrocchia in Nepal. Egli aggiunge: "L'agricoltura fa parte del mio DNA. Sono molto legato alla natura. Mi dà energia positiva. Ogni mattina, per esempio, quando vado a vedere come cresce la pianta, mi sento felice. La mia comunità si rivolge a me per sapere dell'orto, del prossimo raccolto. Questo rende la mia comunicazione con loro migliore. Userò quello che ho imparato per tornare in Nepal".

Il giardino è il modo in cui la Madre Terra ci mostra la sua saggezza: "siamo tutti interconnessi" (LS 16, 86). Io personalmente, sento il bisogno di ricongiungermi con la Terra-Madre toccando la terra con le mie mani nude. Toccando la terra con delicatezza è come sentire "una carezza di Dio" (LS 84), ciò permetterà ai microbi del suolo, per esempio dall'ingestione di una sola foglia di spinaci con più di 800 specie diverse di batteri, di fortificare il nostro microbioma intestinale. Toccando la terra, il Mycobacterium vaccae che si trova nel suolo può stimolare la produzione di serotonina nei neuroni e proteggerci dall'infiammazione al cervello dovuta allo stress.

In realtà, il fare giardinaggio è lo strumento di Dio per dare energia alla nostra salute e alla nostra umanità durante questa pandemia che ha colpito il sud e il nord del mondo.

*Da Jojo M Fung SJ, un sacerdote gesuita malese che insegna alla Loyola School of Theology di Manila, nelle Filippine.

Fonte: JCAP

Share this Post:
Pubblicato da SJES ROME - Coordinatore delle comunicazioni in SJES-ROME
SJES ROME
Il SJES è un'istituzione gesuita che aiuta la Compagnia di Gesù a sviluppare la missione apostolica, attraverso la sua dimensione di promozione della giustizia e della riconciliazione con il creato.

Notizie correlate