Europa – I gesuiti inglesi presentano una risoluzione sul clima al colosso creditizio HSBC
Quindici investitori istituzionali, che gestiscono un patrimonio complessivo di 2,4 trilioni di dollari, hanno presentato una risoluzione sul cambiamento climatico al colosso creditizio HSBC. L’iniziativa, coordinata dalla ONG per gli investimenti responsabili ShareAction, invita l’istituto di credito britannico a pubblicare una strategia e degli obiettivi per ridurre la propria esposizione alle attività legate ai combustibili fossili, a partire dal carbone, in un arco temporale allineato con gli obiettivi sul clima dell’Accordo di Parigi.
Nel segno del crescente richiamo delle risoluzioni sul clima per i principali investitori, il gruppo di azionisti cofirmatari comprende il più grande asset manager europeo,Amundi, la più grande società mondiale di gestione di hedge fund quotata in borsa,Man Group, così come una serie di gestori patrimoniali e di investitori presenti in Gran Bretagna, Danimarca, Francia, e Svezia. Secondo la Rainforest Action Network (RAN), HSBC è il secondo maggior finanziatore europeo di combustibili fossili, dopo Barclays. RAN ha scoperto che, dalla firma dell’Accordo di Parigi (2016-2019), la banca ha erogato crediti per87 miliardi di dollari ad alcune delle più grandi compagnie mondiali che operano nel settore dei combustibili fossili.
A ottobre del 2020, HSBC ha annunciato l’ambizione di diventare una banca Net Zero, al più tardi, entro il 2050, una mossa importante considerata la forte esposizione della banca verso l’Asia. Ma l’annuncio è stato criticato da investitori e attivisti, perché non prevede nessun impegno concreto, da parte di HSBC, per ridurre il finanziamento dei combustibili fossili, in particolare del carbone, che, infatti, dal 2016, è aumentato ogni anno.





