Testimonianza

Il potere di fare buone scelte

Gabriel Lamug-Nañawa, SJ (PHI) Gabriel Lamug-Nañawa, SJ (PHI)

Nel marzo di due anni fa abbiamo installato nella nostra sede del Programma ecologico del Servizio dei Gesuiti Cambogia a Phnom Penh un impianto a energia solare per sopperire alle esigenze di energia elettrica dell'intero ufficio.

Con soltanto tre computer portatili, una stampante, tre ventilatori, un paio di punti luce per lavorare la sera-notte, e la periodica ricarica di cellulari e altri dispositivi,

non può dirsi un gran consumo, eppure abbiamo deciso di scollegarci dalla rete di alimentazione dello stabile in cui abbiamo sede, cercando d'ora in avanti di dipendere soltanto dall'energia solare.

Dopo due anni di dipendenza dal sole per le nostre necessità di energia elettrica, vogliamo far sapere che si è trattato di un'esperienza per noi molto positiva, mettendo in risalto alcune lezioni che abbiamo tratto da questa scelta.

Innanzitutto ci siamo resi più consapevoli della situazione energetica nel nostro paese e delle principali fonti da cui traiamo l'energia elettrica che usiamo. Abbiampo imparato che la nostra capitale, Phnom Penh, consuma circa il 90% dell'energia elettrica totale della Cambogia, lasciando al resto del paese solo il 10% da suddividere. La distribuzione non è certamente equa, se si tiene conto che circa l'80% della popolazione totale, pari a 16 milioni di persone, vive nelle zone rurali.

In Cambogia, le principali fonti energetiche sono sempre derivate dall'impiego di combustibili fossili. Fino al 2011, il 90% dell'energia elettrica era prodotto da generatori diesel, procedimento inefficiente che rilascia nell’atmosfera i gas serra diossido di carbonio e protossido di azoto. Con la maggiore richiesta di energia dovuta al recente sviluppo economico, ci si è rivolti anche alle fonti energetiche rappresentate dalle centrali idroelettriche e al carbone. È stato così che nel 2015 soltanto il 5% dei consumi totali di energia elettrica della Cambogia era coperto da generatori diesel, soppiantati dalle principali fonti rappresentate per il 43% dalle centrali idroelettriche (dighe) e dal carbone (51%). L'accresciuto impiego del carbone, tuttavia, ha comportato emissioni di CO2 più elevate ancora rispetto a quelle causate dai generatori diesel.

A ciò si aggiunga che dipendendo la Cambogia in gran misura dall’importazione di carburanti, il prezzo dell'energia elettrica che ne deriva, a Phnom Penh pari a circa 0,21 dollari USA/kWh, è uno dei più alti della regione e persino del mondo. Al confronto, il costo dell'energia elettrica è negli Stati Uniti pari a 0,10 dollari USA/kWh, 0,15 dollari USA/kWh nel Regno Unito, e 0,19 dollari USA/kWh in Germania.

Sapendo da dove proviene l'energia che usiamo e come viene prodotta ci rende a maggior ragione informati e in grado di rispondere meglio alla situazione.

La seconda lezione è stata imparare quali dispositivi dell'ufficio consumavano meno energia e quali di più. Per fare un esempio, ci siamo resi conto che i computer portatili in genere consumano di gran lunga meno energia dei desktop. Un laptop di 14-15 pollici mediamente consuma 60 watt quando è in funzione e 20 quando è inattivo, rispetto a un desktop che ne consuma 200-300 quando è in funzione e 60 quando è inattivo. Ciò significa che i computer portatili richiedono l'80% in meno di energia rispetto ai desktop.

Quanto agli impianti di illuminazione, attualmente la scelta più efficiente e sostenibile è quella delle lampadine LED (diodo a emissione luminosa). A parità di lumen (ossia, la quantità totale di luce emessa da una fonte luminosa) – p.es. 800 lm – una lampada a incandescenza richiede 60 watt e ha una durata di 750 ore, una CFL (lampada a fluorescenza compatta) richiede 14 watt e ha una durata di 10.000 ore, mentre una LED richiede 12 watt e ha una durata di oltre 50.000 ore. Ne consegue che la lampada LED ha la durata massima e il consumo minimo di energia. Inoltre, le CFL sono pericolose perché i tubi contengono vapori tossici di mercurio che si diffondono in caso di rottura.

Abbiamo poi deciso di eliminare il distributore elettrico di acqua calda e acqua fredda, che in funzione consumava di per sé 550 watt. Pur non potendo contare più su un facile accesso in ufficio a bevande fredde e tè caldi, siamo stati felici di fare questo piccolo sacrificio e continuare a sfruttare l'energia solare, riducendo così la carbon footprint che lasciamo sulla terra.

Divenire più consapevoli della diversa domanda di energia dei vari apparecchi e dispositivi che usiamo, significa un migliore controllo del quantitativo totale di energia che consumiamo. In pratica, non possiamo gestire ciò che non possiamo misurare.

La terza lezione tratta dal ricorso all'energia solare anziché alla rete nazionale, oltre al fatto di non contribuire più ai gas serra, è stata quella di renderci conto che potevamo compiere un passo in avanti verso un rapporto più giusto con il Creato. La nostra opera di riforestazione e di educazione ambientale, ovvero in sostanza il nostro lavoro in favore della creazione traeva forza dalla creazione stessa. Un ciclo, questo, che ci faceva sentire più integrati con tutti gli esseri viventi, abbracciati e inclusi nell'intricata rete di dipendenze che tutti gli esseri condividono reciprocamente. La fonte di energia per le nostre attività è stata innocua, ed è stata una grande soddisfazione non contribuire al cambiamento climatico né procurare ulteriore danno al nostro pianeta.

Eravamo inoltre convinti che nel nostro affidarci al sole risiedesse un qualche valore profetico, e che in qualche modo gettasse luce su altre possibilità. In effetti, abbastanza di recente, abbiamo avuto il piacere di apprendere che l'intera Banteay Prieb, la scuola di formazione professionale dei gesuiti per disabili, in Cambogia, ha deciso anch'essa di convertirsi all'energia solare.

Ci rendiamo conto che l'energia solare non può rappresentare una scelta generalizzata. Ci sono comunque innumerevoli altre alternative cui noi, singolarmente e come istituzioni, possiamo rivolgerci a beneficio del Creato. Nel suo magis, sant’Ignazio ci fa presente che esiste sempre una scelta migliore, più rispettosa e amorevole, che ci può portare a una maggiore armonia e riconciliazione con il nostro prossimo senza esclusioni, che sia umano o di altra natura. È in nostro potere, un potere che ci viene da Dio. Non lasciamo che vada sprecato.

Share this Post:
Pubblicato da SJES ROME - Coordinatore delle comunicazioni in SJES-ROME
SJES ROME
Il SJES è un'istituzione gesuita che aiuta la Compagnia di Gesù a sviluppare la missione apostolica, attraverso la sua dimensione di promozione della giustizia e della riconciliazione con il creato.