Il mio contributo nell’Apostolato Sociale dei Gesuiti grazie al Centre d’Etudes Pour l’Action Sociale
Nel luglio 2007 ho iniziato a lavorare nell'apostolato sociale dei gesuiti su invito di Padre Ferdinand Muhigirwa e su raccomandazione di Padre Rigobert Minani. Il mio ruolo sarebbe stato quello di animare un forum di associazioni sociali sotto la guida del CEPAS, per una migliore governance e quindi una maggiore giustizia nei confronti della popolazione nella ridistribuzione dei proventi dello sfruttamento delle risorse minerarie, soprattutto per coloro che vivono in prossimità di questi giacimenti.
Il mio primo lavoro è stato quello di coordinare il lavoro degli esperti operanti nei settori della società civile per la revisione dei contratti minerari firmati dal Governo, per dimostrarne gli squilibri e contribuire alla loro modifica, da parte del Ministero degli Affari Minerari, a beneficio di un maggior reddito (ridistribuibile) per la Repubblica Democratica del Congo.
È così che sono entrato a far parte della grande famiglia del CEPAS e, in seguito, tutto il mio lavoro è stato quello di guidare la popolazione - attraverso le associazioni - affinché partecipasse qualitativamente - attraverso il monitoraggio o le proposte - alla gestione della cosa pubblica per beneficiarne positivamente e per richiedere più responsabilità ai loro dirigenti.
Tutto il nostro lavoro a favore delle persone si basa essenzialmente su una serie di studi condotti per comprendere la popolazione, gli eventi e il contesto e per raccogliere i bisogni, le priorità e le preoccupazioni degli abitanti al fine di trasformarli in una serie di azioni in grado di fornire soluzioni per ridurre le loro sofferenze. Personalmente ho partecipato e anche supervisionato diversi di questi studi e ne ho utilizzato i risultati che sono serviti per accompagnare le popolazioni nella realizzazione del loro benessere.
Nel 2017, durante la sua ricerca di giustizia sociale a beneficio della popolazione, il CEPAS ha collaborato con una cinquantina di associazioni sindacali riuscendo a contribuire alla revisione del salario minimo dei lavoratori congolesi. Questo risultato, ottenuto senza sforzi rilevanti, è stato quasi "un miracolo" per me e la mia squadra. Da parte nostra e da parte mia non avevamo impiegato il massimo sforzo per far sì che il governo ci ascoltasse, ma è stato così. Il governo ha aumentato il salario dei lavoratori congolesi. Per noi, questo è stato un segno tangibile che Dio stava intervenendo a favore dei lavoratori congolesi il cui salario era semplicemente un'ingiustizia.
Ma dall'altra parte, nonostante tutti gli sforzi che sono stati fatti durante tutto il 2018 volti a raggiungere un cambiamento culturale di qualità per un rinnovamento della leadership che potesse permettere al popolo congolese di sperare in un domani migliore, nonostante le ingenti risorse investite in un enorme lavoro di advocacy, è stato un fallimento. È come se Dio non ci avesse ascoltato. Tutta la fatica, tutto il sudore, tutto il coraggio pagato dai cittadini alla ricerca di una vita migliore hanno finito con l'avere un sapore di qualcosa di incompiuto. Non siamo stati in grado di aiutare il popolo come volevamo. Peggio ancora, i cittadini sono stati messi gli uni contro gli altri mentre il nostro piano doveva essere "un accordo consensuale" per riunire i congolesi, in particolare quelli che si sarebbero trasformati in un movimento associativo.
Ma, nonostante tutto, posso essere grato per tutto ciò che il centro mi ha permesso di realizzare: Per tutti i giovani appartenenti ai club di lettura che hanno potuto ricevere la formazione che io stesso gli ho insegnato per permettergli di svilupparsi meglio all'interno delle loro comunità e per metterla in pratica a vantaggio di altri cittadini; per tutti i leader ai quali abbiamo insegnato a prendere coscienza dei bisogni, delle priorità e delle preoccupazioni dei cittadini; per tutte le risorse alle quali abbiamo potuto accedere, a volte anche con facilità sorprendente, in modo da portare a termine le azioni del centro per il bene delle popolazioni per le quali abbiamo lavorato ogni giorno. Ho partecipato personalmente e continuo ad essere coinvolto per seguire più di cento cittadini attraverso i programmi del CEPAS. Sono infinitamente grato per questo.