Essere il volto misericordioso di Dio al servizio di tutti I Suoi Popoli
Fino al 18 marzo 2021 sono stato membro della Missione dei Gesuiti di Myanmar (MJM). Il 19 marzo il Padre Generale ha trasformato la MJM in una Regione dipendente di Myanmar (MYN) insieme alla Provincia delle Filippine. Quindi, in questo momento sono felice di far parte di questa NUOVA Regione di Myanmar. Durante i miei 19 anni come sacerdote, sono stato completamente coinvolto nei servizi socio-pastorali nella Provincia del Gujarat, in India. Nel corso di tutti questi anni sono stato profondamente impegnato nei servizi pastorali e sociali, in particolare nei servizi educativi per le persone con disabilità di tutti i generi e categorie. Rendere idonei i disabili è il mio motto di vita.
I poveri, gli orfani, le vedove, le donne incinte, gli emarginati e i disabili sono stati parte di questa mia missione nella solida regione Hindutva del Gujarat, in India, missione svolta con premura e compassione. Questo è stato il mio modo di fare la Nuova Evangelizzazione, di assomigliare a Gesù, alla Persona dell'anawim!
Il Myanmar non è una terra straniera per me. I miei genitori sono nati qui a Pyapon, nel sud del Myanmar. Sono stati battezzati, si sono sposati e hanno avuto tre figli. Nel 1964 a causa dei disordini la loro vita felice fu sconvolta e dovettero lasciare il paese. Alcuni dei nostri parenti sono rimasti qui. La mia famiglia è partita per una terra sconosciuta, il Tamil Nadu, dove in seguito siamo nati io e mio fratello minore. Eravamo profughi. Dopo 49 anni ritrovai molti dei miei parenti a Yangon e sono stato felice di essermi riunito a loro. Che gioia poter fare un'esperienza del genere!
Da quattro anni lavoro come direttore associato al Collegio San Luca, un centro di formazione socio-pastorale a Myitkyina, nello Stato Kachin, a nord del Myanmar. Si tratta di una delle nostre iniziative socio-pastorali della MJM per preparare giovani uomini e donne a essere assistenti socio-pastorali laici che lavorano alla frontiera e leader di comunità nelle rispettive diocesi del Myanmar del Nord. In più, con la partecipazione dei nostri gesuiti, stiamo anche aprendo un collegio per preparare non solo i leader per la catechesi, ma anche per formare altri studenti delle varie confessioni e di altre fedi attraverso ulteriori corsi di formazione per renderli uomini e donne al servizio del prossimo, come parte integrante del processo di costruzione della società. In ogni cosa che faccio mi impegno ad essere una persona al servizio del prossimo". Insieme alle attività in aula, lo staff e gli studenti sono animati e sensibilizzati ad accompagnare le persone più emarginate della nostra società, specialmente le persone sfollate all'interno del paese (IDP) che sono costrette a soffrire dal 2011 nei campi di accoglienza a causa della guerra interna. La guerra ancora oggi continua. La dittatura ha sottratto il potere politico alla democrazia. La protesta nei confronti di tale potere sta continuando anche adesso. Perciò, a causa di tutto ciò, la pace è in pericolo. È per questo motivo che i nostri sforzi rappresentano un passo verso la riconciliazione e la pace!
Come missionario pioniere nella regione settentrionale del Myanmar, svolgo un ruolo fondamentale per testimoniare, per concretizzare e diffondere l'aspetto socio-pastorale degli Esercizi Spirituali tra i giovani, gli emarginati, il clero e i religiosi. Sinceramente, vale la pena essere parte di una tale missione per incontrare la Gioia del Vangelo! Ora, grazie ad un maggiore discernimento, abbiamo predisposto un Piano Apostolico per il 2020 - 2030. D'ora in poi, il tempo renderà visibili le nostre iniziative, interventi e coinvolgimenti nel contesto del Myanmar. Con maggiore impegno abbiamo pianificato come continuare ad accompagnare le persone che vivono nelle zone rurali e urbane come gli IDP (sfollati), i poveri, gli emarginati e gli esclusi (coloro che sono in difficoltà) e i disabili attraverso vari programmi concreti di partecipazione durante questo periodo dovuto alla crisi del covid-19 e del colpo di stato!
Vi vorrei parlare di due mie esperienze molto importanti durante il mio lavoro nell' apostolato sociale, di dove e come ho sentito la presenza, il sostegno e l'amore di Dio e anche quando ho provato una certa disperazione.
Nel Gujarat, India
Dopo la mia ordinazione nel 1997, per quattro giorni alla settimana facevo regolarmente visita ai villaggi per il mio ministero pastorale. Durante una di queste visite, nel 1998, incontrai un gruppo di persone disabili che, pur avendo difficoltà nel camminare, procedevano barcollando per venirmi incontro. In quel preciso momento ho capito che Dio mi chiamava a fare qualcosa per loro. Si trattava di una chiamata insita nella chiamata del mio ministero pastorale in cui ho sentito Dio che mi chiedeva di accompagnare tutto il suo popolo. Questo ha completamente cambiato il mio atteggiamento spirituale. La sola presenza dei poveri mi ha incoraggiato ad essere povero e a camminare con i poveri e i bisognosi. In tutti questi incontri ho sentito intensamente la presenza di Dio. Ho capito che dovevo accompagnare tutti, come Gesù di Nazareth accompagnava gli anawim di allora! In virtù di questo modo di vedere il mio ministero, la Chiesa, la Provincia dei gesuiti, il governo statale e centrale dell'India hanno sostenuto molto i nostri interventi socio-pastorali. Tutti si sono resi conto che il nostro modo di agire era come una cura piena di compassione per la nazione.
Nel Myitkyina, Myanmar
La penosa situazione in cui vivono le persone all'interno dei campi degli sfollati mi ha veramente scosso a Myitkyina, nello Stato Kachin, nel nord del Myanmar. Una data domenica, mentre celebravo la messa per gli abitanti, mi sono sentito mancare il respiro quando li ho salutati: "Il Signore sia con voi". I partecipanti alla messa erano generosi con le loro offerte. Alla fine della Messa ho ricevuto molto delle loro offerte per la nostra casa sacerdotale. Sono rimasto commosso dalla loro generosità. Nonostante le loro difficoltà sono stati molto generosi con noi. Ho capito che dovevo fare qualcosa per i bambini poveri e per gli sfollati del nostro villaggio. Ho sentito chiaramente che Dio mi chiamava a non rimanere solo all'interno del campus universitario, ma ad assistere le persone bisognose anche al di fuori del nostro campus. Così, oggi, oltre al servizio all'interno del campus, offriamo all'esterno vari servizi ai poveri, agli sfollati, alle vedove, agli orfani e alle persone con disabilità.
In entrambi questi luoghi il mio dispiacere è stato quello di sentire molte critiche da parte di alcuni religiosi e sacerdoti ottusi. Quando le persone non sono in grado di vedere le meravigliose opere di Dio per la Sua gente, provo un senso di desolazione e mi pongo una domanda semplice come: "Perché Dio è così?
Per concludere, di una cosa sono sempre grato a Dio. Cioè, mi ha fatto capire che sono il volto caritatevole e misericordioso di Dio al servizio di tutti i Suoi popoli in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo.