Nel mondo – I cattolici di fronte all’emergenza climatica

Il webinar promosso dall'Alleanza europea Laudato Si' presenta idee e soluzioni per migliorare il ruolo della Chiesa nel contesto della crisi ambientale. Il presidente del Jesuit Justice and Ecology Network Africa (JENA), padre Charles Chilufya SJ: "Viviamo su un pianeta limitato, ma i nostri cuori sono infiniti".

"Far sentire la nostra voce nelle parole di Papa Francesco", si è aperto con questo invito il webinar organizzato dallaEuropean Laudato Si' Alliance (ELSiA), un'associazione che condivide un concetto di giustizia ecologica strettamente legato agli insegnamenti della Chiesa. "Ci basiamo su tre pilastri fondamentali", ha spiegato Laura Mausini, direttrice dei programmi europei, "che sono: l'eco-spiritualità, l'eco-pratica e le eco-vocazioni. L'evento è stato moderato dal giornalista Lou del Bello, con la partecipazione di padre Eduardo Agosta Sacarel, consulente senior del movimento Laudato Si', e di padre Charles Chilufya SJ, presidente del Jesuit Justice and Ecology Network Africa (JENA).

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Il ruolo dei cattolici

Padre Sacarel, in collegamento dal settore stampa allestito a Sharm el-Sheikh per la Cop27, ha esordito sottolineando il ruolo attivo che la Santa Sede ha assunto nel dibattito sui cambiamenti climatici proprio grazie a questa conferenza. "Per anni, il Vaticano è stato un semplice stato osservatore, con il solo compito di fornire una guida alla fine del processo", ha spiegato padre Sacarel. Da quest'anno, in seguito all'approvazione di Papa Francesco degli accordi sul clima raggiunti a Parigi nel 2015, la Santa Sede si è ufficialmente unita al dibattito.

Dalla teoria alla pratica

Padre Chilufya ha poi sottolineato l'importanza di "enfatizzare il grido dei poveri" da parte di una Chiesa che è "la Chiesa dei poveri", soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Originario dello Zambia, padre Chilufya ha portato come esempio le numerose popolazioni africane colpite da catastrofi climatiche, come temperature record, cicloni e tempeste di sabbia. Sotto questo aspetto, fa eco alle parole di Papa Francesco che, nella sua enciclica "Fratelli tutti", sottolinea la responsabilità nei confronti dei Paesi in via di sviluppo, troppo spesso colpiti dall'eccessiva industrializzazione. "È anche una questione etica", ha ribadito padre Chilufya, "che ci fa porre la domanda: come possiamo vivere tutti e vivere bene?".

Coltivare la fede e la speranza

La discussione si è poi spostata sul contributo concreto che i cattolici possono e devono dare alla delicata questione del clima. "Come leader religiosi e come fedeli", ha sottolineato il presidente della Rete gesuita per la giustizia e l'ecologia in Africa, "dobbiamo incoraggiare a non perdere la speranza, sapendo che Dio ci ha dato un potere immenso per fare le cose in modo diverso". Pertanto, la Chiesa deve pensare, inventare, sperimentare. "All'inizio della pandemia, Papa Francesco ci ha invitato a immaginare il futuro e a vedere come cambiare le cose. È questo che dobbiamo fare, mobilitare le persone e la loro fede".

Nuovi stili di vita

Secondo entrambi gli ecclesiastici, il primo passo è la consapevolezza della necessità di cambiare stile di vita. "L'enciclica Laudato si'", dice padre Sacarel, "ci esorta a tornare ai modelli cristiani tradizionali e a fare nostro il motto 'meno è meglio'. Limitare i consumi, ribadendo il concetto che la vita umana non si realizza pienamente nel possesso di beni materiali. Viviamo su un pianeta con risorse limitate", dice padre Chilufya, "ma i nostri cuori sono infiniti.

Il valore della moderazione

In seguito a una domanda posta dai partecipanti, è stata discussa la temperanza, definita come "la virtù morale che modera l'attrazione dei piaceri e ci permette di mantenere l'equilibrio nell'uso dei beni creati". La chiave, secondo padre Chilufya, è trasferire questo approccio nella vita di tutti i giorni. " In ciascuno di noi c'è il bisogno di trovare uno scopo, un senso di realizzazione", conclude. Sta a noi indirizzare questo desiderio verso uno stile di vita più semplice di cui tutti, compreso il pianeta, possano beneficiare.

Immagine e informazioni davaticannews.va

Fonte: Jesuitas.lat

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