Honduras – Condizione di emergenza in Honduras ed interventi da parte delle organizzazioni dei gesuiti

Condividiamo le informazioni inviate da Radio Progreso e dall'Equipo de Reflexión, Investigación y Comunicación (ERIC), organizzazioni dei gesuiti in Honduras, sulla situazione del Paese dovuta alle inondazioni dei giorni scorsi.

A meno di due anni dall'emergenza umanitaria causata dagli uragani Eta e Iota, siamo di nuovo in una situazione di emergenza in diverse zone dell'Honduras, tra cui la Valle di Sula, dove ci troviamo. Stando alle fonti ufficiali, si parla di oltre 7.000 famiglie colpite, anche se queste cifre non rispecchiano la realtà, dal momento che considerano solo coloro che si sono registrati nei centri di accoglienza ufficiali. Non si può ancora fare una stima dei danni materiali e ai beni di sostentamento, ma secondo i dati ufficiali, finora sono stati colpiti 140.000 ettari di colture. Localmente, a El Progreso e dintorni, le autorità municipali hanno riferito di 40 comunità colpite e 11 tratti di argini danneggiati.

22Octobernews_07-a


È più esatto dire che siamo ancora all'inizio di una fase di emergenza che prevediamo durerà almeno per i due mesi della stagione delle piogge (ottobre-novembre) con le relative conseguenze. La situazione attuale è la conseguenza di tre settimane di piogge abbondanti nei bacini fluviali superiori, che rientrano però in una condizione di ragionevole normalità, a causa del passaggio di uragani nei Caraibi che proseguiranno la loro corsa, probabilmente con maggiore intensità e impatto. Secondo le previsioni delle autorità, se le piogge continueranno come oggi, circa 60.000 famiglie avranno bisogno di assistenza umanitaria, pari a circa 300.000 persone. Lo scenario si aggraverebbe in caso di ciclone tropicale.

Secondo quanto denunciato da molti leader, questo dato di fatto è una diretta conseguenza della corruzione che è stata al centro delle politiche di emergenza e di tutela della vulnerabilità del precedente regime dovute a Eta e Iota, e della lentezza dell'attuale amministrazione nel valutare la necessità di misure di prevenzione. Tutti questi aspetti si manifestano concretamente, come ad esempio il fatto che i bacini idrografici sono più disboscati, il che significa che l'acqua scende con maggior furia, che la terra satura d'acqua non la assorbe, che gli argini dei fiumi cedono molto più facilmente e che le inondazioni e le frane sono provocate da una quantità d'acqua sempre minore.

ERIC-Radio Progreso ha realizzato nelle ultime tre settimane una copertura speciale per raccontare ciò che sta accadendo nei quartieri e nelle comunità del nord-ovest, per dare voce alla popolazione, per negoziare tra le comunità e le autorità, per elaborare suggerimenti sulla situazione di emergenza, per realizzare un resoconto sociale delle responsabilità dello Stato e per inquadrare la situazione in una prospettiva più ampia. Sul piano locale, stiamo cercando di monitorare e coordinarci con le autorità municipali, il cui compito è quello di convogliare gli aiuti governativi, che sono insufficienti, come loro stessi riconoscono.

È stata riattivata la scorsa settimana la REDES, la Rete di Emergenza e Solidarietà, che raccoglie le organizzazioni della Compagnia di Gesù insieme ad altre strutture e istituzioni della zona, con l'obiettivo di unire le forze e coordinare la raccolta degli aiuti solidali e delle donazioni di beni in natura attraverso un centro di raccolta e distribuzione, in modo da raggiungere risultati migliori, unendosi e collegandosi ad altre iniziative locali e alle autorità pubbliche. Uno dei principali punti di forza della REDES è la sua partecipazione in vari settori sociali, compresa la partecipazione attiva nelle organizzazioni comunitarie e nei gruppi di persone provenienti dalle aree più colpite e nelle comunità di accoglienza. Dopo una prima rapida valutazione della situazione, è stato possibile individuare alcuni criteri guida per gli aiuti, che saranno rivolti principalmente alle famiglie delle zone nord e sud della città, non presenti nei centri di accoglienza ufficiali, ma in case, insediamenti o centri privati, e quindi non considerate dalle autorità pubbliche per l'assistenza.

Grazie alla solidarietà nazionale, locale e internazionale, questa settimana siamo riusciti a realizzare una prima fornitura di 600 cesti per famiglie con una scorta di cinque giorni e 600 kit per l'igiene. La spesa approssimativa per il cestino e il kit famiglia è di 31 dollari. Nei prossimi giorni delle consegne saremo in grado di monitorare e aggiornare la situazione delle comunità e le necessità più urgenti e a breve termine delle famiglie colpite. Inoltre, avvieremo una valutazione dei danni e delle esigenze nelle comunità colpite, che servirà a fornirci informazioni chiave per identificare le priorità a medio termine.

Le testimonianze di solidarietà semplice e senza pretese delle tante persone che condividono ciò che hanno, da un chilo di riso o il fornello di casa per cucinare, o il loro tempo facendo volontariato presso le strutture ERIC-RP per preparare le provviste, sono una speranza che non smette mai di essere vissuta. Individuare anche persone nei rifugi o nei centri di accoglienza, soprattutto giovani donne, che mostrano di possedere un'efficace leadership collettiva, probabilmente invisibile in tempi "normali".

Questo breve video mostra la situazione attuale di alcune delle comunità colpite:

https://www.facebook.com/watch/?v=5330523983682774

Continueremo a tenervi aggiornati e vi raccomandiamo di seguire la radio, i siti web:http://www.radioprogresohn.net e i social network per ulteriori informazioni.

Informazioni di Radio Progreso / Gruppo di riflessione, ricerca e comunicazione

Immagine da radioprogresohn.net

Fonte : Jesuitas.lat



Share this Post:
Pubblicato da sj-admin - in
sj-admin

Notizie correlate