India – A Stan Swamy sarà conferito un premio internazionale postumo

Una organizzazione internazionale che premia i difensori dei diritti umani in tutto il mondo ha scelto il defunto Padre gesuita Stan Swamy per il Premio Martin Ennals di quest'anno.

" Si tratta di un riconoscimento del lavoro e dell'eredità che padre Stan Swamy ha lasciato a tutti noi", si legge in una nota stampa di Henri Tiphagne, membro della segreteria nazionale della Human Rights Defenders Alert-India.

A ritirare il premio, nel corso di una cerimonia svoltasi il 2 giugno a Ginevra, sarà il gesuita padre Xavier Soreng a nome di padre Swamy.

La fondazione Martin Ennals, con sede a Ginevra, in Svizzera, è responsabile del premio. Più di 60 difensori di 34 Paesi, tra cui l'HRDA-India, sono associati al premio che onora i difensori dei diritti umani - individui e organizzazioni - che hanno dimostrato "un impegno eccezionale nella difesa e nella promozione dei diritti umani, nonostante i rischi connessi", si legge nella nota di Tiphagne.

Questo riconoscimento cerca di garantire ai difensori "la necessaria protezione, aumentando il loro profilo pubblico e raccogliendo il sostegno internazionale per il loro lavoro".

Il Padre Swamy, che aveva dedicato la sua vita alle popolazioni tribali dello Stato indiano orientale di Jharkhand, è morto il 5 luglio 2021 in un ospedale di Mumbai come detenuto in attesa di giudizio. All'epoca aveva 84 anni.

La National Investigation Agency, la principale task force antiterrorismo dell'India, ha arrestato padre Swamy l'8 ottobre 2020 presso Bagaicha, nel suo centro di Namkum vicino a Ranchi, la capitale dello Stato di Jharkhand. L'agenzia lo ha accusato di avere legami con gruppi maoisti fuorilegge.

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È stato uno dei 16 arrestati ai sensi della legge sulle attività illegali (prevenzione) per il presunto ruolo nelle violenze di Bhima Koregaon del 2018. Padre Swamy aveva negato tutte le accuse. Dal momento che soffriva del morbo di Parkinson, aveva chiesto la libertà provvisoria per motivi medici, che è stata respinta più volte. Mentre era in carcere, la sua salute è peggiorata ed è morto.

Nel corso dei tre decenni in cui è stato in Jharkhand, padre Swamy ha lavorato su varie questioni riguardanti le comunità adivasi, quali la terra, le foreste e i diritti del lavoro. Ha denunciato la mancata applicazione del Quinto programma costituzionale, che prevedeva l'istituzione di un Consiglio consultivo per le tribù composto esclusivamente da membri della comunità adivasi per la loro protezione, il loro benessere e il loro sviluppo nello Stato.

Due giorni prima del suo arresto, padre Swamy aveva dichiarato di aver contestato l'arresto "indiscriminato" di migliaia di giovani adivasi e moolvasi (abitanti originari), etichettati dalle agenzie investigative come "naxal" o maoisti.

Padre Swamy si era rivolto all'Alta Corte del Jharkhand con una istanza pubblica contro lo Stato, chiedendo che tutti i detenuti in attesa di giudizio venissero rilasciati dietro cauzione personale e che si svolgesse un processo rapido. Aveva anche chiesto la nomina di una commissione giudiziaria per indagare sulle ragioni dei ritardi nel processo.

Si è opposto anche alla creazione delle " banche della terra", che secondo lui avrebbero permesso di liberare terreni appartenenti alla comunità per l'insediamento di piccole e grandi industrie.

Il Premio Martin Ennals è stato istituito in onore di Martin Ennals, un attivista britannico per i diritti umani che è stato segretario generale di Amnesty International dal 1968 al 1980.

È stato anche co-fondatore delle organizzazioni per i diritti umani Article 19, fondata nel 187, per difendere e promuovere la libertà di espressione e la libertà di informazione in tutto il mondo, nonché di HURIDOCS (Human Rights Information and Documentation Systems).

Fonte: Matters India

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Pubblicato da SJES ROME - Coordinatore delle comunicazioni in SJES-ROME
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