Myanmar – “La catastrofe rappresentata dal Myanmar in questo momento è scomparsa dai notiziari”
Mentre l'attenzione del mondo è rivolta alla terribile guerra in Ucraina, i gesuiti in Myanmar stanno facendo tutto il possibile per assistere la popolazione che ha subito lo sconvolgimento della propria vita a causa del brutale regime militare che ha preso il controllo con un violento colpo di stato lo scorso febbraio. Padre Mark, l'ex superiore dei gesuiti per il Myanmar, in un'intervista della scorsa settimana ha dichiarato che " in questo momento il disastro del Myanmar è scomparso dai notiziari".
Il popolo del Myanmar ha affrontato molte sofferenze e difficoltà, ma l'attuale situazione tra colpo di stato militare, Covid-19 e crollo dell'economia ha messo a dura prova questa popolazione di 54 milioni di persone, davvero resiliente.
La crisi del Myanmar in cifre:
- oltre 566.000 persone sfollate a causa della violenza
- oltre 7000 case distrutte
- Oltre 1800 persone uccise deliberatamente dall'esercito
I Gesuiti sono attivi in quattro diverse zone del Myanmar e il loro lavoro si concentra sull'istruzione, che sono riusciti a mantenere parzialmente attiva online, nonostante il regime militare abbia limitato l'accesso a internet. Con il Paese sull'orlo del collasso economico e oltre la metà della popolazione al di sotto della soglia di povertà, molti studenti sono costretti ad abbandonare gli studi per motivi economici e le loro scuole devono affrontare enormi difficoltà.
Jesuit Missions sostiene i gesuiti in Myanmar in questo periodo con un progetto biennale che consentirà agli istituti di istruzione superiore di funzionare offrendo borse di studio agli studenti più poveri, in particolare a quelli che hanno dovuto abbandonare gli studi, formando gli insegnanti su competenze di counselling, insegnamento online e salvaguardia, e migliorando le risorse tecnologiche nelle scuole. Più di 1000 studenti e insegnanti beneficeranno di questo progetto nei prossimi due anni.
Per vedere l'intervista completa di P. Mark, cliccare qui.
Fonte: Jesuit Missions





