Australia – In breve: Feedback sulla proposta del Piano nazionale per la riduzione della violenza contro le donne e i loro figli
I Servizi sociali dei gesuiti hanno recentemente fornito un feedback sul piano nazionale del governo federale per ridurre la violenza contro le donne e i bambini nel periodo 2022-2032 (il piano nazionale). Con una serie di raccomandazioni, abbiamo fatto in modo che il Piano nazionale raggiunga l'obiettivo di un futuro libero dalla violenza di genere in Australia.
Contesto
L'attuale piano nazionale terminerà a metà del 2022 e il governo federale è in procinto di sostituirlo. Questo giunge in un momento delicato in cui la violenza di genere è al centro della conversazione pubblica. Nel luglio 2021, i Servizi sociali dei gesuiti hanno contribuito con una proposta da sottoporre a referendum pubblico sul Piano, affinché ne venissero indicate le priorità chiave. Successivamente, il governo federale ha sviluppato una bozza di Piano nazionale e nel febbraio 2022, le persone, le organizzazioni e la comunità sono state nuovamente invitate ad esprimersi.
Principali aree di interesse della nostra proposta
La proposta dei Jesuit Social Services si basa sulle esperienze dirette di lavoro con le vittime e i sopravvissuti alla violenza familiare, con coloro che sono coinvolti nel sistema giudiziario e con gli uomini e i ragazzi. Il nostro feedback è fondato sulla nostra capacità di comprendere in prima linea le cause della violenza familiare. La presentazione evidenzia gli aspetti principali che riteniamo più importanti.
- La nostra ricerca, compresi i nostri rapporti Man Box, ha dimostrato che gli uomini rigorosamente fedeli alle regole maschili dominanti (secondo cui gli uomini dovrebbero essere duri, stoici, dominanti e capaci di controllare) hanno maggiori probabilità di ricorrere alla violenza, di assumere comportamenti rischiosi e di essere meno propensi a impegnarsi in attività di promozione della salute.
- Sappiamo che il male subito da bambini può provocare traumi che mettono a rischio la vita futura. Per quanto non sia affatto determinante, molte delle persone con cui lavoriamo e che hanno trascorso del tempo in prigione sono state in passato vittime di violenza.
- I bambini e gli adolescenti che ricorrono alla violenza in casa hanno spesso bisogni complessi e la ricerca ha mostrato legami significativi tra l'uso della violenza nell'adolescenza e l'uso della violenza in età adulta.
- È ancora necessario un ulteriore lavoro per garantire che il sistema di risposta alla violenza familiare sia sicuro dal punto di vista culturale sia per le comunità aborigene e Torres Strait Islander sia per le persone che provengono da contesti culturalmente e linguisticamente diversi.
- Le banche dati dei sistemi, dei servizi e delle organizzazioni sono dislocate. Questo vuol dire che c'è più lavoro da fare per capire i modelli di violenza di genere e che cosa sia efficace nel prevenirla e nell'affrontarla.
- È di fondamentale importanza una maggiore ricerca sulla frequenza e sulla natura della violenza subita dalle donne con disabilità in Australia.
- Esiste un'alta
percentuale di correlazione tra il trauma dovuto alla violenza familiare e il disservizio
sistematico nei servizi per le donne e i bambini. È particolarmente evidente
quando le donne si trasferiscono da uno stato all'altro e dispongono di una
limitata rete di supporto e di una limitata comprensione del nuovo sistema
statale. Secondo la nostra esperienza, questo può portare anche ad un distacco
dalla scuola per i bambini che hanno subito o stanno subendo violenza
familiare.
Raccomandazioni
1. Prima di tutto, il Piano Nazionale deve garantire che i suoi impegni abbiano una destinazione precisa e siano adeguatamente finanziati. Servono forti meccanismi di trasparenza e responsabilità.
2. Il Piano Nazionale ha il compito di affrontare le cause profonde che sono alla base delle dannose regole maschili e di promuovere una più sana cultura maschile attraverso la prevenzione e l'intervento precoce, in particolare:
- Dare la precedenza ad un coinvolgimento degli uomini e dei ragazzi sui temi della mascolinità e aiutarli a sviluppare le competenze necessarie per mettere in discussione le idee su cosa significhi essere un uomo e quelle necessarie per formare identità maschili più sane.
- Investire nei progetti di sviluppo delle capacità della forza lavoro nelle grandi istituzioni, sulla base della nostra ricerca Man Box, del programma MoRE e dei workshop Unpacking the Man Box, per sostenere le persone che lavorano con ragazzi e con uomini.
- Includere nel programma di educazione e presa di coscienza riguardo alla rigida osservanza delle norme di genere nei contesti scolastici, ed espandere il curriculum "Resilienza nei diritti" e "Relazioni rispettose".
- Includere tra le priorità gli adolescenti che usano violenza in casa e investire in programmi che forniscano risposte di recupero per gli adolescenti che mostrano comportamenti violenti in casa.
3. Il Piano Nazionale deve prevedere un progetto ben definito per un sistema di servizi che sia adeguatamente finanziato e che risponda ai bisogni multipli e complessi delle persone colpite dalla violenza familiare, in particolare:
- Investire nella sistemazione a lungo termine e nei supporti ulteriori necessari per assistere le vittime sopravvissute nel mantenimento del loro alloggio, con finanziamenti specifici dedicati a quelle vittime che hanno bisogni multipli e complessi, come disabilità o problemi di salute mentale.
- Investire anche in programmi terapeutici specializzati per aiutare i responsabili di reati che presentano esigenze complesse e comportamenti più difficili, per aiutarli a recuperare le situazioni che hanno causato danni nella loro vita e ad assumersi la responsabilità dei loro comportamenti.
- Tenere in considerazione i diversi bisogni delle vittime e dei sopravvissuti - quelli con disabilità, quelli che si identificano come aborigeni e Torres Strait Islander, e quelli provenienti da ambienti culturalmente e linguisticamente diversi.
- Investire anche in programmi come Navigator per coinvolgere i bambini e i giovani che si allontanano dall'istruzione a causa di esperienze di violenza familiare.
- Investire a livello nazionale e coordinare l'approccio alla condivisione dei dati e delle informazioni, che potrebbe consistere in un database appositamente costruito.
Fonte: Jesuit Social Services





