Nel Mondo – Promotio Iustitiae N° 131: I difensori dei diritti umani e ambientali: criminali o martiri?
Il presente numero di PI-131, dedicato
a P. Stan Swamy SJ, dal titolo I difensori dei
diritti umani e ambientali: criminali o martiri?– a differenza dei numeri precedenti
che contenevano molti articoli riflessivi e di ricerca – vi porta le
testimonianze personali, istituzionali e comunitarie di molti difensori dei
diritti umani. Le loro storie e i loro esempi rivelano, nel concreto, cosa accade
ai difensori dei diritti umani quando si confrontano con le potenti strutture
politiche ed economiche della società.
La prima parte di questo numero, raggruppata sotto il titolo di Testimonianze / Narrative, contiene 10 articoli. Queste testimonianze e queste narrative ci aiuteranno ad ascoltare la voce di chi non ha voce, e a risvegliare la nostra coscienza, per ascoltare il grido delle persone che si trovano a dover far fronte alle conseguenze derivanti dalla difesa dei diritti umani, della dignità, della verità e della giustizia. Queste testimonianze ci invitano a riflettere sulla realtà nella quale tutti noi viviamo. Ci impediscono di isolarci e ci inseriscono nel contesto del nostro mondo di oggi. Dal momento che questo numero è dedicato al nostro confratello, P. Stan Swamy, iniziamo con la narrativa su di lui. Tuttavia, le altre testimonianze, provenienti da Australia, Colombia, Cambogia, Canada, Guatemala, India, Italia, Kenya, Spagna, e Stati Uniti, mostrano come la preoccupazione dei difensori dei diritti umani non si limiti a pochi paesi svantaggiati, ma va al di là dei confini economici, politici e geografici.
Nella seconda parte, dal titolo Riflessione e Analisi, presentiamo altri 10 articoli. Sebbene la maggior parte di questi articoli inizi con alcune storie ed esempi di persone e comunità reali, proseguono con alcune riflessioni e raccomandazioni personali, e sollevano la preoccupazione globale per il cambiamento climatico, l’ecologia, i diritti umani, la dignità umana e la giustizia per tutti. Questi articoli sono scritti in specifici contesti, in termini di paesi, e delle leggi e delle norme che li governano a livello locale. Tuttavia, esprimono la loro sincera preoccupazione per il trend, o il modello, preoccupante che sta emergendo in tutto il mondo. Spesso i governi al potere, anche solo con una maggioranza semplice nelle democrazie elette, approvano nuove leggi per soddisfare i propri interessi politici ed economici, continuando ad abusare, sopprimere e ostacolare i diritti umani fondamentali dei cittadini, “solo perché esprimono il loro dissenso o mettono in discussione i poteri dominanti”, come ha detto P. Stan Swamy. Gli autori alzano il livello di speranza con suggerimenti su come proteggere, promuovere e difendere la vita e la dignità delle persone e dei territori regionali.
Come forse ricorderete, l’ultimo numero di PI 130 era incentrato sul tema Sanare la democrazia: in un’epoca di autoritarismo e populismo. La maggior parte degli autori che hanno scritto per quel numero hanno operato una riflessione su come, in tutto il mondo, le strutture democratiche stiano attraversando una fase recessiva, soprattutto nel contesto della pandemia. L’ultimo articolo del presente numero, scritto da un avvocato internazionale del Ghana, è una critica di PI 130, in cui si pone l’accento sull’importanza dello “stato di diritto” ancorato a una solida moralità, se davvero vogliamo salvare la democrazia. Apprezziamo un feedback simile alle nostre pubblicazioni.
Vi auguro una buona lettura, e che la riflessione e il discernimento guidino tutti noi ad agire in favore delle persone vulnerabili e dell’ambiente senza voce.




