Asia Pacifico – Gli otto consigli per la conversione ecologica ispirati da “My Octopus Teacher”
È un polipo inaspettato il protagonista del recente documentario di Netflix, My Octopus Teacher. Il film, che è diventato un successo virale e ha vinto premi, tra cui l'Academy Award per il miglior documentario, mostra l'insolito legame che si forma tra il regista Craig Foster e un polipo che incontra mentre si immerge in apnea nella fredda foresta sottomarina di kelp a False Bay, vicino a Simon's Town a Città del Capo, in Sud Africa. Foster tornerà a far visita al polipo ogni giorno e diventerà un testimone speciale di come si svolge la sua vita sott'acqua. Durante gli incontri nasce un'amicizia e la sua stessa vita si trasforma.
"Il film è davvero dedicato al nostro rapporto con la natura e al bisogno pressante di protezione e conservazione ecologica", riflette padre Gabby Lamug-Nañawa SJ, coordinatore della Riconciliazione con il Creato per la Conferenza dei Gesuiti dell'Asia Pacifico.
Ricorda l'ultimo capitolo della Laudato si', dove Papa Francesco invita esplicitamente alla conversione ecologica. "Sembra, tuttavia, che ci possano essere diversi punti di partenza per questo processo", dice. "Quello che “My Octopus Teacher” dimostra è che possiamo anche iniziare non con un problema ma con un incontro".
Così, in occasione della Settimana della Laudato Sì dal 16 al 25 maggio, P. Lamug-Nañawa suggerisce otto possibili idee che possono essere usate come quadro di riferimento per come può apparire la conversione ecologica nella nostra vita ispirata dal film.
1. Immergersi nella natura selvaggia
Ognuno di noi ha diverse ragioni per cui è attratto dalla natura. Ciò che conta è che diventiamo parte di quel mondo, invece di portarne un pezzo nel nostro, come quando raccogliamo conchiglie marine o teniamo gli animali selvatici in gabbia in uno zoo. Questo primo stadio ci chiede di iniziare ad uscire dalla nostra zona di comfort, e di rischiare di entrare in qualcosa di nuovo e sconosciuto, alla ricerca di una connessione con un'altra creatura. Con gli anni dell'industrializzazione e del cosiddetto sviluppo, abbiamo perso la nostra connessione con il resto della natura e anche con noi stessi, cosa che i popoli indigeni conoscono meno.
2. Aprirsi al contatto con la natura
Le condizioni per nuotare e fare apnea nelle acque di False Bay erano poco raccomandabili. Ma Craig ha affrontato grandi onde, forti correnti e acque fredde fino a 8°C senza indossare una muta. Ripensa alla sua curiosità e al fascino che ha provato la prima volta che ha visto il polipo. Quando entri in un mondo sconosciuto, lasciati trasportare, lasciati stupire dalla bellezza, lasciati riempire da una meraviglia infantile. La scoperta di una connessione è un dono, una grazia che non possiamo ideare. Ma se i nostri cuori sono aperti, possiamo essere sorpresi più facilmente.
3. Ritornare, coltivare l'amicizia
Con il passare dei giorni, il polipo ha avuto sempre meno paura di Craig e alla fine ha allungato un braccio per incontrare la sua mano. Se avete un posticino che preferite nella natura, continuate a tornarci, immergetevi e aumentate la vostra familiarità, lasciatevi attirare dalla sua bellezza e assaporate i suoi doni. Gradualmente, comincerai a notare dei particolari e delle sfumature, e quel posto inizierà ad aprirsi per te. In genere i tempi della natura vanno più lenti in confronto alle nostre aspettative. Se rinunciamo alla nostra attenzione troppo in fretta, potremmo perdere l'opportunità di una connessione più profonda.
4. Accogliere l'amore
Tra Craig e il polipo si era instaurato un rapporto d'amore, qualcosa che lui ha descritto come "nessun sentimento più grande sulla Terra". Si deve amare per provocare un cambiamento di stile, per vedere la natura non come un oggetto da prendere, usare e buttare via, ma come un soggetto, che ha un suo valore intrinseco, i suoi diritti, che merita il nostro rispetto e il nostro affetto. Possiamo prendere spunto dai popoli indigeni che si vedono come parte integrante del più grande corpo della natura, considerando la Terra e altri sistemi importanti come fiumi e montagne, come loro madre, sorella o fratello.
5. Educarsi
Quando amiamo un altro essere, cerchiamo di conoscerlo ancora di più. Craig ha fatto ricerche e letto numerosi articoli sul polipo, che hanno costituito lo sfondo della loro esperienza quotidiana. È stato fortunato ad aver assistito alle ultime fasi del ciclo di vita del polipo, quando si accoppiava, si ritirava nella sua tana, per non uscirne più, dando tutta la sua forza alle sue uova, e facendo coincidere la sua morte con la loro nascita. Nonostante fosse chiaramente rattristato dalla sua morte, Craig si è sentito molto privilegiato e grato di aver accompagnato il polipo durante una buona parte della sua vita.
Nel momento in cui siamo attratti da qualcosa di bello, sentiamo anche il bisogno di saperne di più. L'amore ci spinge ad andare oltre, il che a sua volta rende il nostro amore ancora più profondo.
6. Provare gratitudine e riconoscenza
In seguito al dolore per la morte del polipo, Craig si accorse di un risveglio di gratitudine nel suo cuore, per la condivisione della vita che aveva potuto conoscere. Si sentiva un flusso naturale di benevolenza e amore per altre creature, altri esseri, con un'innegabile sensazione di avere tanta energia da restituire.
Come in ogni relazione autentica, entrambe le parti ricevono e danno. Man mano che stabiliamo una connessione e l'amore si sviluppa, diventiamo consapevoli della ricchezza di ciò che stiamo ricevendo. E se esiste veramente una relazione d'amore, è naturale essere portati a restituire, liberamente, generosamente, senza programmi o aspettative. Questa è riconoscenza, donare alla natura che non è un investimento perché vogliamo prenderne di più in un secondo momento, ma semplicemente un'espressione della nostra gratitudine e del nostro amore.
7. Muoversi dalla creatura alla creazione
"Mi sono innamorato perdutamente di lei, ma anche di quell'incredibile selvaticità che rappresenta", dice Craig verso la fine del film. Si passa dalla gratitudine per una singola specie al più ampio sistema di relazioni, all'intera creazione, e al fatto che siamo parte di questa grande comunità di esseri. Essere intrinsecamente connessi con una particolare creatura ci proietta verso un senso di affinità e parentela con il resto della creazione.
8. Condividere con i giovani
Per questo motivo è molto importante avvicinare i bambini e i giovani alla natura, coltivando la curiosità, la meraviglia e l'impegno. Sono queste esperienze fondamentali e piacevoli che ricorderanno e a cui faranno riferimento da adulti. Questo ha implicazioni profonde su come educare i nostri bambini e studenti. I leader che vogliamo domani sono i bambini di oggi che si avvicinano alla natura con gentilezza e umiltà, e che vedono se stessi come parte della complessa comunità della natura.
P. Lamug-Nañawa sottolinea i due punti di svolta fondamentali in questo quadro di conversione ecologica. Per prima cosa si passa dal trattare la natura da oggetto a soggetto. "Questo parte con un incontro personale che si concentra sul cuore, perché è solo con l'amore che possiamo rispondere con umiltà e rispetto", dice. Il secondo è "passare dal rapporto io/tu a quello di comunità, rendendosi conto e agendo in modo da essere tutti Adamo (adamah), essendo nati dalla terra, e portando con noi numerosi legami che ci legano ad ogni angolo del creato".
Fonte: JCSA





